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Pabillonis, sfilata e pentolaccia del martedì grasso
Oggi tanta allegria per le strade di Pabillonis in occasione della festa di carnevale organizzata per martedì grasso. Dalla piazza di Fatima sono partite le mascherine e i genitori che hanno sfilato per le vie del paese per poi raggiungere la Casa Museo e la zeppolata. L'evento è stato curato dal Comune in collaborazione con la Protezione Civile, l'associazione Dany the Dance e l'associazione Santu Juanni. ...
Leggi di piùPetza de angioni a cassoba cun patatas de Monastir
[caption id="attachment_64817" align="alignleft" width="121"] Roberto Loddi[/caption] “Storia e influenza sociale della patata”, è il titolo del libro pubblicato in prima edizione dell’università di Cambridge nel 1949, questo straordinario libro-trattato è uno studio che prende in esame la patata messa in connessione con la storia degli uomini. Si tratta di una interessante storia che si misura con lotte e guerre, a dimostrazione di quanto rilievo abbia rivestito la patata nella storia dell’umanità. A coltivare per primi le patate pare siano stati gli Incas, in Perù. Francisco Pizarro González le faceva immagazzinare insieme a ingenti quantitativi d’oro sui galeoni spagnoli per il suo rientro in patria. Questa è la versione spagnola dell’introduzione della patata in loco ma, contestata dagli inglesi che ne rivendicano una loro differente. Questi ultimi sostengono che gli spagnoli sottovalutarono il tubero considerandolo poco suadente in cucina, mentre dal loro canto grazie al drammatico naufragio dell’invincibile Armada, a causa de corsaro Francis Drake nel mare d’Irlanda, scoprirono cosi le virtù del prezioso tubero risolvendo i non pochi problemi di carestia, che all’epoca erano purtroppo frequenti. Anche i tedeschi si sono allineati alla versione degli inglesi, lo testimonia il fatto che nel 1853 a Offenburg nel Baden, a ricordo dell’introduzione delle patate in Europa, edificarono una statua dedicata a sir Francis Drake, il corsaro che depredava galeoni spagnoli per conto della corona britannica con tanto di dedica che riportava: “Milioni di persone che lavorano la terra benedicono la sua immortale memoria”. Peccato che i nazisti nella seconda guerra mondiale, il 9 novembre 1938 l’abbiano distrutta. Ma tra storia e leggenda emerge sempre una verità, e quella più attendibile pare sia quella dei francesi, elogiati appunto per la diffusione capillare della patata nel loro territorio, nonostante il fatto che ai tempi di Luigi XVI la patata non avesse riscontrato simpatia presso i gourmet più rinomati. L’agronomo e farmacista militare Antoine Augustin Parmentier, a seguito di una lunga prigionia in Westfalia, dove venne cibato per tutta la sua permanenza di patate, finì per scoprire i pregi e le virtù di questo straordinario ortaggio. Cercò da subito di trasmettere ai francesi le meravigliose caratteristiche dietetiche, trovando anche i consensi del Re e persino di Voltaire, ma, per convincere il popolo, Parmentier dovette escogitare una singolare trovata: i campi coltivati a patate furono guardati a vista da una moltitudine di guardie, precauzione adottata soltanto di giorno, mentre di notte i campi rimanevano totalmente incustoditi, dando alle “canaglie” l’opportunità di rubare i tuberi, e pensando ad un bottino estremamente prezioso rivendevano a prezzi gonfiati. L’era della patata era iniziata e avviata ad una lunga e fortunosa vita. Da fonti attendibili pare che in Italia a diffonderla ...
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