Il Coro Carrales festeggia i suoi primi 10 anni di vita


di Antonio Obinu
[caption id="attachment_64798" align="alignleft" width="266"] Giuseppe Altea[/caption] Costituito nel gennaio 2010 e formato da giovani studenti universitari arrivati nel capoluogo da diverse parti della Sardegna, il Coro Carrales (i cui soci fondatori sono un gruppo di amici, oltre l’arburese Giuseppe Altea, formato da Claudio Podda, Giuseppe Contu, Edoardo Primo) prosegue nell’impegno di portare all’attenzione del pubblico il patrimonio naturale che caratterizza la nostra isola. Quale è stata la motivazione di fondo che vi ha portato alla decisione di costituire questa realtà artistica? «Con Giuseppe Contu», afferma Giuseppe Altea, guida nel ruolo di preparatore vocale, «abbiamo deciso di fondare il coro per due motivi; la musica per la quale condividiamo la passione ci unisce nel nostro intento e sentiamo l’impegno di seguire specifici obiettivi per la preparazione delle esecuzioni, nelle prove e nello studio». Nessun vincolo di repertorio, quindi. «Assolutamente no. Ciascuno virtualmente rappresenta la propria zona di provenienza, dal Sulcis al Goceano, dal Campidano all’Ogliastra, zone interne e costiere, vi è almeno un corista che porta la tradizione del luogo cui appartiene. Il nostro genere preferito è il sardo, ma ci siamo dedicati alla musica sacra, in lingua straniera, nello stile tradizionale come nella musica leggera; ciò che conta è la qualità dell’interpretazione e la cura per il particolare». Qual è la composizione del gruppo? «Si tratta di un coro in continuo mutamento, per numero e provenienza e questo costituisce un punto di forza per una realtà molto dinamica, in grado di intercettare le tante sensibilità nell’ascolto e nella produzione musicale». [caption id="attachment_64799" align="alignleft" width="493"] foto Abbamele Production[/caption] Avete realizzato anche una raccolta di brani. «Esatto; per questo CD, tengo a ricordare che ciascun brano, prima della registrazione definitiva, ha avuto una serie innumerevole di prove e la scelta è avvenuta in seguito a una scrupolosa cernita». Come avvengono le prove? «Credo che per cominciare nel migliore dei modi sia necessario portare a proprio agio chi si avvicina per la prima volta. Dopodiché, intonazione e senso della ritmica sono i parametri essenziali per un corista e per chiunque comunque voglia intraprendere una seria esperienza musicale. Successivamente, il mio metodo consiste nel registrare le singole sezioni di canto composte da quattro voci, tenori primi e secondi, baritoni e bassi. Durante le prove si studia la parte, parlando ancor prima di cantare e quindi, per sezioni e per piccoli frammenti, si comincia con il canto. Successivamente avviene una vera e propria composizione che man mano cresce, fino a diventare nell’insieme, il brano completo». La scelta del vostro look? «I colori, della Sardegna rosso e blu, nei quali tutti ci riconosciamo. Gli abiti sono rigorosamente artigianali, confezionati dalla Sartoria Serra di Atzara».  

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