Archivio

Archivio

In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Forme e colori della pietra vulcanica in mostra al Museo dell’Ossidiana di Pau

di Walter Tocco _________________________ Sa Scaba Crobina si arrampica gentilmente sul versante nord-orientale del Monte Arci, nel territorio del comune di Pau. I dislivelli e il colore scuro di questo sentiero avevano particolarmente colpito anche il generale La Marmora; “il tracciato è costellato di frammenti di vetro vulcanico”, scrisse nel 1860 descrivendo questi luoghi in occasione della sua visita in Sardegna. Il Monte Arci è un massiccio di formazione vulcanica. Sembra uno scudo allungato, largo e basso, che si estende per 150kmq, con il suo punto più elevato situato a 812 mt in località Trebina Longa, nel comune di Morgongiori. Sa Trebina Longa, insieme a Sa Trebina Lada (mt 703) e a Su Corongiu de Sizoa (mt 463), sono le tre cime visibili al centro del massiccio la cui disposizione ricorda quella di un treppiede, da cui il termine Trebini. Si tratta di speroni rocciosi, generati dalla lava dei condotti di alimentazione vulcanica, raffreddati, consolidatisi e portati alla luce a seguito dell’erosione del materiale più tenero depositatosi intorno. Questa attività vulcanica ha dato origine all’ossidiana, un vetro naturale di colore scuro. Solitamente è nera, in sardo la chiamiamo sa pedra crobina - la roccia corvina, nera come un corvo. Non mancano, però, altre tonalità, grigie, verdi, blu o rosse. In Sardegna si è formata circa 3,25 milioni di anni fa per il raffreddamento delle colate di lava acida, formata da silice e alcali. Questo composto chimico è alla base delle caratteristiche principali dell’ossidiana: omogeneità e vetrosità. Scheggiata, l’ossidiana ha enormi capacità e precisione di taglio, oltre che una discreta resistenza. Sul Monte Arci esistono numerose aree di affioramento, dove si trovano molte varietà di ossidiana, diverse per composizione chimica, aspetto esteriore e colore. Gli studiosi hanno individuato quattro aree sorgente, che hanno una rilevanza archeologica e che sono catalogate e indicate con delle sigle codificate: SA, per l’area sorgente di Masullas, corrispondente alla cava di Conca ‘e Cannas; SB1, per la sorgente interna al massiccio, in territorio di Marrubiu; SB2, quella affiorante sul versante occidentale, tra Marrubiu e Morgongiori; SC, infine, che identifica gli affioramenti del territorio di Pau. L’utilizzo dell'ossidiana del Monte Arci risale all’epoca della prima colonizzazione neolitica della Sardegna, nel VI millennio a.C. Rispetto agli insediamenti mesolitici, dove non si trovano manufatti di questa materia prima, nei primi abitati neolitici l'ossidiana è sempre documentata (molto meno, però, rispetto ad altri materiali disponibili nel territorio). Dal Neolitico medio (V millennio a. C.) l’ossidiana sarda è anche esportata in Corsica, in Italia centrale e settentrionale, e nella Francia meridionale, in Provenza. La larga distribuzione dell’ossidiana e la scarsità dei giacimenti, fanno pensare che questo materiale fosse utilizzato anche come un indicat ...

Guspini: Adelaide Carta espone con successo alla settimana capitolina della moda

di Maurizio Onidi _______________ Ancora un riconoscimento importante per Adelaide Carta, giovane fashion designer guspinese alla settimana della moda AltaRoma,  svoltasi dal 2 al 4 febbraio, negli spazi espositivi di Cinecittà a Roma. Vanta al suo attivo diverse  esposizioni anche internazionali. Da sempre si contraddistingue per l'uso innovativo del sughero e di altri materiali naturali come il pinatex, il legno e il mais, abbinati a materiali sportivi sostenibili riciclati e di scarto, che stagione dopo stagione si rinnovano con processi produttivi sempre più innovativi e con un’immagine egocentrica e policromatica. «Tutte le collezioni a partire dal 2020», dichiara Adelaide Carta, «si concentrano sul principio del "Crea meno, ma Meglio". Ottimizzare le produzioni e quindi le “energie” impiegate, svincolarci dal concetto della stagionalità, impiegare solo materiali naturali, riciclati e sintetici di scarto derivati da scorte morte, con l’obbiettivo di sfruttare tutti gli avanzi sintetici di sovrapproduzioni di altissima qualità dell’industria dell’arredo e della pelletteria».     ...

Vai a tutti i contenuti