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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Serramanna: incontri di supporto per caregiver di persone con disturbi mentali con il programma “Liberi Insieme”

REDAZIONE ___________________   Il Centro di Salute Mentale di Sanluri – San Gavino Monreale promuove a Serramanna un nuovo ciclo di incontri dedicato ai caregiver di persone con disturbi mentali. L’iniziativa, intitolata “Liberi Insieme”, nasce come spazio di ascolto e sostegno rivolto a chi si prende cura quotidianamente di un familiare, con l’obiettivo di condividere difficoltà, ridurre l’isolamento e rafforzare le risorse emotive e relazionali delle famiglie. Gli incontri si svolgeranno nell’ambulatorio periferico del Centro di Salute Mentale, in Corso Europa n° 19, e seguiranno un calendario articolato da gennaio a giugno. Le date previste sono 7 e 21 gennaio, 4 e 25 febbraio, 11 e 25 marzo, 15 e 29 aprile, 13 e 27 maggio, con ultimo appuntamento il 10 giugno. Tutti gli incontri si terranno dalle 15,30 alle 17. Per partecipare o ricevere informazioni  rivolgersi alle referenti del servizio, la dottoressa Corongiu e la dottoressa Murgia al numero 070 938071. ...

La cucina Italiana è stata ufficialmente riconosciuta come Patrimonio Culturale Immateriale dell'Umanità dall'Unesco

  di Sandro Renato Garau _______________ “L‘Unesco ha tra i suoi obiettivi prioritari l’attuazione di misure atte a favorire la trasmissione del patrimonio culturale immateriale fra le generazioni. “È fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione. La sua comprensione aiuta il dialogo interculturale.   E incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza non risiede tanto nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra”.  Così le parole dell’Unesco. È bello pensare che quanto mamma Caterina quotidianamente cucinava era, non solo buono, ma nutriente, e faceva cultura, lei non ne era consapevole e neanche noi. È difficile da capire, lo dico con un sorriso: la cucina di mamma Caterina di immateriale aveva ben poco, in qualche caso ci si doveva accontentare, forse non era di nostro gradimento. Il tipo di cibo che presentava in tavola seguiva le stagioni, il muggine era buonissimo a settembre, l’agnello d’inverno, come il maiale e gli insaccati, i legumi a seconda della stagione, il pane’saba era il dolce della festività di Tutti i Santi e dei morti; le frittelle, i frati fritti, e is culurgiones di mandorla o sanguinaccio, a carnevale; le pardule erano pasquali. Gesti semplici, naturali, e la grande sapienza nell’unire ingredienti, anche poveri; un pomodoro con un pizzico di sale e una foglia di basilico diventava e ancora diventa un condimento fragrante è tangibile…, da artista? Grazie mamma Caterina. Ma per essere patrimonio, della famiglia prima, regionale, nazionale poi aveva bisogno di essere tramandato, insegnato, se non ai figli, a chi? Aggiungiamo che le stagioni e i giorni della settimana avevano tutti un “sapore e un profumo diverso”. Ciò che il cibo non era, è immateriale. Secondo l’etimologia la parola significa: incorporeo o spirituale. Questo era gustoso, sostanzioso e nutriente. Che le mamme italiane sapessero confezionare cibi squisiti lo sanno tutti gli abitanti del nostro paese, chi pare non se ne fosse accorto era l’Unesco e il governo italiano, che ha partecipato alla festa dell’ovvio, lo scontato, vendendoci un prodotto che noi già avevamo. È prorio vero che quando una cosa è scontata vale poco, non la si vede, perché è lì.   ...

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