Qual è il centro storico di Gonnosfanadiga e cosa prevede il Piano Urbanistico Comunale (Puc)? Se lo chiede Francesco Zurru e lo chiede al Comune a seguito del parere negativo espresso dall’Ufficio Tutela del paesaggio di Oristano, in risposta a un progetto di parziale ristrutturazione e ampliamento di un immobile di proprietà sito nella via Nazionale. Cosa lo ha spinto a rivolgersi alla stampa? «Ho deciso di rivolgermi alla stampa per denunciare una situazione paradossala che si verifica a causa della inesistenza del Puc e del piano del Centro Storico redatto dal Comune in modo sommario». Vuole spiegare meglio l’anomalia? «Ho acquistato l’immobile in questione nel 2024, al fine di renderlo abitale, tenuto conto che i servizi igienici, ad esempio, sono ubicati nel cortile. Con il mio tecnico abbiamo pertanto provveduto a presentare la Suape. In data 23.09.2025 l’Ufficio Tutela del paesaggio di Oristano respingeva la richiesta con la motivazione “Il Comune di Gonnosfanadiga non è dotato di P.P. del Centro Matrice adeguato al PPR. Esiste un P.P. per la zona omogenea A che è stato sottoposto a verifica di conformità con l'art. 52 delle NTA del PPR ed i cui esiti sono riportati nella Determinazione N.2626/DG del 11.11.2008”. Alla luce di quanto detto prima, in data 14 ottobre 2025 abbiamo provveduto a fare ricorso a tale provvedimento, con documentate osservazioni. Ci tengo a ribadire che, contrariamente a quanto dichiarato dall’Ufficio Tutela del Paesaggio di Oristano, la costruzione del mio immobile risale agli anni 50 e non 40, motivo ostativo all’approvazione del progetto, come da dichiarazione della confinante signora Silvana Casti». Fino ad oggi, i suoi vicini di casa in base a quali autorizzazioni hanno potuto costruire? «Premesso ancora una volta che l’immobile in argomento faceva parte, originariamente, di un unico lotto successivamente frazionato tra fratelli. Relativamente ai lavori che sono stati eseguiti dai confinanti preciso, come ben evidenziato nella foto, che quelli eseguiti nel 2006 “non rispettano lo stile campidanese” mentre per i lavori eseguiti nel 2016, nell’altro confinante, correttamente l’Ufficio Tutele del Paesaggio si è espresso favorevolmente per il progetto presentato che paradossalmente ha identiche connotazioni del mio. Appare pertanto evidente che i provvedimenti adottati difformano tra loro. Preciso ulteriormente che i lavori da eseguire rispettano fedelmente “lo stile campidanese” contribuendo a dare decoro al centro storico. Dal punto di vista tecnico, essendo stato addetto ai lavori, il famoso “Centro Storico di Gonnosfanadiga”, che si compone di circa 13 ettari, adottato dall’amministrazione comunale negli anni 90 del secolo scorso, con l’obiettivo di far convergere finanziamenti per la ristrutturazione delle abitazioni, di fatto si è rivelato e si rivela un boomerang, con danni burocratici, economici e strutturali che stanno provocando lo svuotamento del centro del paese». Come intende procedere? «In data 3 novembre, vista la risposta “inaspettata” della mancata ’approvazione della Suape ho provveduto, non solo nel mio interesse, a inviare una comunicazione al Sig. Sindaco al fine di sollecitare l’approvazione del Puc, onde derimere le controversie che in futuro potrebbero bloccare altre iniziate immobiliari, pur nel rispetto delle disposizioni. Resta inteso che mi batterò con tutte le mie forze e in tutte le sedi per ottenere ciò che è un “normale diritto del cittadino”. Dichiarazione della signora Silvana Casti “Sono nata nel 1951 e quando ero in prima elementare ricordo di aver assistito alla pavimentazione dell’ingresso della mia abitazione, a conclusione dei lavori di costruzione della nostra casa». Di seguito una sintesi della lettera inviata da Francesco Zurru al sindaco, il 3 dicembre 2025, e per la quale ancora non ha ricevuto risposta. Il sottoscritto Francesco Zurru ha ricevuto il parere negativo dell’Ufficio in oggetto relativo al progetto di ristrutturazione e ampliamento della casa ubicata in via Nazionale 76, per motivi paesaggistici. La costruzione è all’interno dei famosi 13 ettari del centro storico di Gonnosfanadiga un piano inutile e distruttivo fra l’altro non adeguato al PPR da oltre 17 anni che in qualche modo consente al citato Ufficio di emettere sentenze burocratiche che causano costi elevati ai cittadini di Gonnosfanadiga. Inutile dire che la casa in oggetto necessita di una ristrutturazione e della realizzazione di un bagno in quanto priva e quindi inabitabile. L’intervento proposto migliorerebbe la struttura restituendo in pratica un valore adeguato alle case campidanesi. Il problema è che in via Nazionale non si osserva nulla che sia meritevole di conservazione paesaggistica o urbanistica o di particolare decoro. Con la presente lo scrivente chiede alla S.V. di intervenire in quanto il tecnico da me incaricato ha presentato le giuste deduzioni al fine di ottenere la relativa autorizzazione. Sinceramente vorrei evitare di rivolgermi alla magistratura per avere la necessaria autorizzazione edilizia con ulteriore aggravio di spese che poi naturalmente saranno addebitate a chi di competenza. Inoltre vi è un principio democratico sempre valido in cui ognuno deve pagare le proprie colpe, vale a dire che lo scrivente non ha responsabilità sul disastro normativo a livello urbanistico del Comune di Gonnosfanadiga.
© Riproduzione riservata