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Pabillonis, dal 27 al 30 agosto si svolge la festa di San Giovanni
di Dario Frau __________________________ È tutto pronto per la sagra di San Giovanni Battista. La classe dei cinquantenni e il parroco don Luca Pittau, hanno programmato, dal 27 al 30 agosto, quattro giorni di festa. Il comitato, coordinato dai rappresentanti, tutto al femminile: Mirella Floris presidente, Monica Grussu vice, Irene Orgiu segretaria, Marilena Indavuru e Paola Usai cassiere, hanno definito le iniziative con largo anticipo, per garantire la buona riuscita della festa tanto cara ai pabillonesi, fin dai tempi antichi. «Abbiamo lavorato tutti con impegno ed entusiasmo e siamo soddisfatti di quanto è stato programmato, nonostante gli impegni di lavoro e famigliari di ciascuno, e grazie anche alla popolazione che ha contribuito, secondo la propria disponibilità, per la buona riuscita della festa di San Giovanni molto sentita in paese», dichiara la presidente Mirella Floris. In effetti questa devozione, molto antica, è testimoniata anche dall’esistenza della chiesetta romanica dedicata a San Giovanni Battista, che risale al sec. XIII e che per vari secoli, almeno fino al 1524, come testimonia la visita pastorale del vescovo di Ales-Terralba, mons. Andrea Sanna, è stata la chiesa parrocchiale del paese. L’importanza nel passato, della festa di San Giovanni, con manifestazioni di particolare rilievo è ricordata anche dallo scrittore V. Angius (1797-1862) che mette in evidenza: “le feste principali con intervento di forestieri pubbliche ricreazioni e corsa di barberi,(corsa di cavalli)sono per la natività e decollazione di San Giovanni Battista… ” e dall’interesse dei parroci del passato per accogliere i concittadini e i forestieri che nei giorni della festa affollavano la piazzetta, come si rileva da un documento parrocchiale del 1839:“intorno alla chiesa di San Giovanni, il rettore Ignazio Soru rinnovò le loggette per botteghe di rivenditori delle annuali feste” (la piazza allora era circondata da un muro di oltre 2 metri). In effetti, per capire questa particolare venerazione dei pabillonesi per San Giovanni, occorre risalire alla storia e alla leggenda, in quanto il santo è ritenuto il salvatore del paese. Pabillonis, tra il 1400 e il 1500, era soggetto alle incursioni dei Mauri o Saraceni d’Africa. Lo storico Angius riferisce, infatti, che Pabillonis continuò a subire gli assalti di questi predoni e nell’anno 1527 si salvò, poiché questi barbareschi, ubriachi e stanchi del saccheggio effettuato il giorno prima a Terralba e Arcidano, decisero di tornare nelle loro navi ancorate a Marceddi e a riprendere la via del ritorno. Diversa fu la sorte nell’anno 1584, dove Pabillonis fu attaccato all’improvviso, e mentre parte della popolazione si rinchiuse nella chiesa parrocchiale, aspettando l’aiuto dei paesi vicini, un’altra parte riuscì a scappare e a rifugiarsi in mezzo alla fitta vegetazione di “abiu” (vegetale appartenente alla famiglia “Alnus glutinosa”) che cresceva rigogl ...
Leggi di piùSardara, incendio in località Turriga
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