È sangavinese uno dei vetrinisti più bravi d'Italia
Walter Piras, vetrinista e visual merchandiser sardo e sangavinese, domenica 2 luglio 2017 è stato premiato a villa Braida di Mogliano Veneto nel corso del primo Evento nazionale di Arte Vetrinistica, organizzato dall’Associazione Culturale Arte Vetrinistica Italiana, fondata e presieduta dal maestro Luigi Modolo «Forse non tutti sanno che i vetrinisti Italiani sono reputati tra i migliori al mondo. Essere quindi considerato tra i migliori vetrinisti italiani” ci racconta Walter Piras “è stata una grandissima emozione per me». Walter Piras, vetrinista e visual merchandiser sardo - sangavinese, domenica 2 luglio 2017 è stato premiato a villa Braida di Mogliano Veneto nel corso del primo Evento nazionale di Arte Vetrinistica, organizzato dall’Associazione Culturale Arte Vetrinistica Italiana, fondata e presieduta dal maestro Luigi Modolo. I vetrinisti italiani hanno una grande tradizione e una preparazione professionale che consente loro di farsi notare e distinguersi per la capacità tecnica di allestire spazi espositivi dal grande fascino, dai 12 mila addetti di qualche anno fa, in Italia si è passati ai 16 mila di oggi, ci racconta ancora Piras. In Italia si allestiscono circa quattro milioni di vetrine all’anno e come è facile immaginare la figura professionale del vetrinista è molto ricercata sul mercato del lavoro. “Per me il passaggio al mondo delle vetrine è stato quasi naturale” continua il giovane vetrinista Sangavinese premiato il 2 Luglio scorso con un importante “Premio alla Carriera” per aver contribuito con stile e talento alla valorizzazione e alla diffusione dell’Arte Vetrinistica Italiana durante il 1° evento Nazionale d’Arte Vetrinistica a Mogliano Veneto VE. «Dai primi timidi abbozzi creativi al definitivo salto come professionista riconosciuto nel panorama dei visual merchandiser italiani, sono trascorsi oramai diversi anni, e dalla prime piccole vetrine oggi posso affermare con un pizzico di orgoglio di gestire, in Sardegna, come vetrinista esclusivo alcuni prestigiosi marchi nazionali e internazionali». Un risultato ottenuto con dedizione e costanza. Una strada, quella seguita da Walter Piras, segnata dalla passione per un lavoro affascinante che per essere svolto al meglio richiede, oltre all’esperienza sul campo, tanta formazione, «per fare questo lavoro occorre essere artistici poliedrici, spaziare dalla pittura alla scultura, dall'illuminotecnica all'arredamento». Una carriera e una preparazione professionale che, in un certo qual modo, rende onore anche al suo paese di provenienza dove Walter ha mosso i primi passi nel campo dell’arte e dell’imprenditoria. «Non avrei mai potuto fare quello che ho fatto senza il bagaglio di competenze e esperienze che mi sono state tramandate dal mio territorio. Essere un vetrinista sardo, riconosciuto e con importanti collaborazioni attive, è per me un motivo di orgoglio. Mi sento responsabile e mi impegno affinché la mia terra possa ...
Leggi di piùThe Believers: non crederete a ciò che leggerete
«Ci rubano il lavoro!» «E intanto il Governo ke fa?» «Visto che freddo? É colpa dell'H.A.A.R.P. e delle scie chimiche!» «Allarme meningite?! Tutta una manovra delle lobby farmaceutiche!» Che il web fosse un luogo di incontro e scambio da parte degli internauti era un qualcosa di assodato da tempo, ma che in brevissimo si sia tramutato nella roccaforte dell'idiozia, nemmeno i sociologi più accreditati potevano preventivarlo. Viviamo in un momento in cui le certezze sociali, scientifiche e mediche sono costantemente vagliate sotto il profilo dell'irrazionalità, permettendo a chi lucra da ciò, di far brancolare le masse nel sempre capiente recinto dell'idiozia. «Istruitevi, perché avremo bisogno di tutta la nostra intelligenza» diceva Gramsci. «Kaffèèè?!» risponde il popolo. Partendo da questa (critica) situazione odierna, il fumetto conferma ancora una volta le proprie potenzialità come strumento idoneo al racconto del mondo contemporaneo. In The Believers – L'artista rinasce una volta sola, ideato e sceneggiato da Andrea Pau per i disegni di Alberto Locatelli, si affronta il tema delle fandonie e delle false informazioni, nonchè di come queste abbiano il potere di distorcere la percezione che le masse hanno della realtà. Nei primi del Novecento, in un'Europa alternativa e imbevuta di steampunk, si muove la protagonista degli eventi, Peggy Podolski, chiamata a fianco del Pig Club a combattere contro la Società Forteana, rea di riversare odio e disinformazione sulla rete Internet sviluppatasi nel periodo. I disegni di Locatelli, caratterizzati dallo stile della "mezzatinta", danno un tocco vintage a tutta la storia, proiettandoci graficamente alla fine della Belle Époque. The Believers è il primo atto di una vicenda in due parti, che promette di schiaffare in faccia al lettore la propria passività nel recepire informazioni senza sviluppare una coscienza critica autonoma. La lotta alle bufale è iniziata: leggete, se siete indignati. Intervista a Alberto Locatelli Ci sono stati fumetti che ti hanno aiutato per la realizzazione dei personaggi, delle ambientazioni o dei macchinari steampunk? Mi viene da pensare a Iron Man – Noir disegnato da Manuel Garcia, oppure La lega degli straordinari gentlemen di Alan Moore. I5 due che hai detto li ho sfruttati per riferimenti solo marginalmente. Ho trovato molto utile invece Clockwerx, un fumetto francese edito in Italia per la collana Fantastica di Mondadori. Sulla mia scrivania ci sono poi le opere di Sean Gordon Murphy, che grazie al tratto meraviglioso e la ricerca del dettaglio nelle componenti meccaniche, è di grandissima ispirazione. Nel secondo numero di The Believers c’è anche tanto spazio per "la natura", essendo ambientato per metà in una foresta. Un riferimento utilissimo, a questo riguardo, sono state le mezzetinte di Pasquale Frisenda nel suo ultimo lavoro per la collana Le Storie della Sergio Bonelli Editore, dal titolo di Sangue e Ghiaccio. Oltre The Be ...
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