Covid-19 in Sardegna: continua inarrestabile la crescita di contagi e decessi
Sono 3.767 i casi di positività al Covid-19 complessivamente accertati in Sardegna dall'inizio dell'emergenza. Nell’ultimo aggiornamento dell’Unità di crisi regionale si registrano 37 nuovi casi, 31 rilevati attraverso attività di screening e 6 da sospetto diagnostico. Si registra il decesso di una donna di 86 anni, ricoverata a Sassari. Le vittime sono in tutto 150. In totale sono stati eseguiti 185.834 tamponi, con un incremento di 1.335 test rispetto all'ultimo aggiornamento. Sono invece 109 i pazienti attualmente ricoverati in ospedale in reparti non intensivi (-1 rispetto al dato di ieri), mentre sono 17 i pazienti (-1) in terapia intensiva. Le persone in isolamento domiciliare sono 1.843. Il dato progressivo dei casi positivi comprende 1.640 (+30) pazienti guariti, più altri 8 guariti clinicamente. Sul territorio, dei 3.767 casi positivi complessivamente accertati, 585 (+4) sono stati rilevati nella Città Metropolitana di Cagliari, 385 (+1) nel Sud Sardegna, 301 a Oristano, 471 (+17) a Nuoro, 2.025 (+15) a Sassari. -- ...
Leggi di piùSa mendula no esti àturu chi su spantu e puru s’ellisìr de s’amori
Il mandorlo, “Amygdalus communis L.- Prunus dulcis Mill” - Prunus amygdalus Batsch”, proviene dall’Asia centrale, si presume sia stato portato nel bacino del Mediterraneo dai fenici, dai punici e dai greci tra il quinto e il quarto secolo a. C. e furono proprio questi ultimi a diffondere le prime piante in Sardegna tra il 500 e il 200 a. C.. Tra le piante che vegetano con successo da millenni c’è il mandorlo. La mitologia greca narra la storia della principessa Fillide di Tracia, la quale conobbe l’eroe greco Acamante, figlio di Fedra e Teseo e fratello di Demofonte, quando approdò nel suo regno per una sosta, prima di arrivare a Troia. I due giovani si innamorarono appassionatamente, ma Acamante dovette proseguire con gli Achei il suo viaggio per combattere nella guerra di Troia. Con grande dolore la principessa attese per ben dieci anni il ritorno del suo amato, ma non vedendolo tornare penso fosse morto in guerra e così si lasciò morire distrutta dalla disperazione. La dea Atena impietosita da questa toccante vicenda d’amore, decise di tramutare Fillide in una meravigliosa pianta di mandorlo e quando Acamante tornò, ad aspettarlo non c’era la sua amata ma un’amara realtà, scoprì infatti che la Principessa era morta e che era stata trasformata in un mandorlo. L’eroe annientato dal dolore, corse ad abbracciare quell’albero stringendolo forte in ricordo del loro amore. A quel punto il mandorlo sentendo il calore dell’amore in quell’abbraccio, dai suoi rami iniziarono a germogliare migliaia di fiori rosa e da allora quell’abbraccio si ripete puntualmente ogni primavera. Catone il Censore (95-46 a.C.), pare sia stato il primo a parlare di mandorlo descrivendone la specie nel suo “De agricoltura” e designandola con il nome di “nux o nux graeca”. Publio Virgilio Marone (70-19 a.C.), nel I libro delle “Georgiche” annota: “Mira il mandorlo - nux -, quando nel bosco di fior si veste e gli olezzanti rami al suolo incurva”. Plinio il Vecchio (23-79 d.C.), nel libro XV della sua “Historia Naturale”, descrive l’esistenza di almeno due tipi di mandorle, la prima a guscio agevole da frantumare, la seconda a guscio duro, questa coltivata in tutta la Puglia. Lucio Giunio Moderato Columella, (4-70 d.C.), scrittore di agronomia e agricoltura, nella sua opera “De re rustica”, usava la parola “amygdalae” per indicare una varietà e consigliava di porre nel mezzo dei mandorleti delle arnie, così che le api potessero nutrirsi con il nettare dei fiori. Sempre Columella asseriva che per dare maggior sapore ai formaggi era bene aggiungere al latte aromi speciali quali mandorle, pinoli, timo e erbe selvatiche. Marziale, scrittore del I secolo, negli “Epigrammi” sosteneva che sulla tavola non dovevano mai mancare pane e focacce, ceci caldi, salsicce, frattaglie di vari animali, dolci goderecci di zucca, miele, pinoli e mandorle. Nei menu dei romani, con i differenti contorni, non dovevano mai ...
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