Sa spesa a fidu
di Andrea Addari _______________________ Un tempo i lavoratori a giornata venivano pagati a “s’arregotta“ e perciò quando i soldi venivano a mancare si comprava “a fidu” si dava perciò fiducia e la spesa veniva segnata in su librettu. Zia Antonica aveva speso da tanto i soldi dell’annata passata di zio Boicu perciò aveva molti debiti. Il negoziante, tziu Mariu, si era lamentato con tziu Boico e lui era rimasto molto male, perciò quando il padrone gli aveva dato quella sommetta che gli era dovuta era andato immediatamente a casa e li aveva dati alla moglie dicendole di fare anche una bella cena per festeggiare. Lei non se l’era fatta dire due volte e aveva preparato ogni ben di Dio, poi sapeva pure cucinare bene e il giorno avevano fatto una cena da re. Dopo cena il marito le aveva detto: “Ricordati che domani devi pagare il debito a zio Mario!“ “E con quali soldi?“ “Con quelli che ti ho dato!” “Ma guarda - aveva risposto lei - ma come credi che l’abbia pagata la cena per festeggiare? Me l’hai detto tu di preparare la cena!“ "Si, ma prima dovevi pagare i debiti e con quelli che avanzavano dovevi preparare la cena!“ E così tziu Mariu continuava ad aspettare... Mentre invece zia Antonica non passava più davanti alla sua bottega per la paura di incontrarlo, e così, facendo il giro entrava nella bottega di zia Vitalia dove riprendeva con i suoi debiti. ...
Leggi di piùArbus, Sant'Antonio da Padova: curiosità e tradizioni secolari di una festa nel cuore di tutti
di Gianni Vacca _______________ Gli emblemi della festa. L’infiorata. La preparazione de “Sa Ramadura”, l’infiorata uno dei momenti più significativi della festa, è compito dell “Associazione Culturale Gruppo Sa Ramadura Arbus” nata nel 2010 con l’intento di onorare il Santo attraverso la realizzazione dell’infiorata. Il venerdì che precede la partenza del Santo in diversi punti del paese viene effettuata la pulitura dei fiori, mentre l’infiorata vera e propria viene fatta il sabato mattina poco prima che il Santo lasci la chiesa e inizi il suo pellegrinaggio verso la borgata di Sant’Antonio di Santadi. Il percorso iniziale del Santo è cosparso da una suggestiva cascata di colori ottenuta dallo spargimento per terra di migliaia e migliaia di coloratissimi e profumatissimi petali di fiori sparsi lungo il corso principale da uomini, donne e bambini vestiti in abiti tradizionali. L “Associazione Culturale Gruppo Sa Ramadura Arbus” per l’occasione chiede la collaborazione di tutti gli arburesi e non nel reperire fiori ed essenze. SA TRACCA DE IS BAGARIUS E SA TRACCA DE IS BAGADIAS Un detto, quello più famoso che meglio rappresenta la festa e le sue complicità: “Po Sant’ Antoni chi esti sposu ndi torrada storrau, chi esti bagadiu ndi torrada sposu”. Detto ancora straordinariamente attuale dal momento che la festa è da sempre occasione d’incontro e di divertimento, tra giovani ma non solo, dove talvolta possono nascere grandi o piccole storie d’amore spesso improvvisate tuttavia straordinariamente inevitabili.” L’arrivo a Santadi. L’arrivo nella borgata avviene a tarda sera dopo la necessaria sosta per il pranzo a Mattianni. Persino la parte gastronomica e culinaria è rimasta fortemente legata alle tradizioni del passato dal momento che le lumache al sugo, assieme al formaggio, un buon piatto di maccheroni e un buon bicchiere di vino, rappresentano, proprio come una volta, il piatto forte da consumarsi nella sosta pranzo. La stanchezza negli animali e nei tantissimi fedeli che hanno accompagnato il Santo è visibile ma non può rappresentare un alibi. Il Santo viene accolto da un lungo applauso e dai fuochi d’artificio cui segue la messa e due giornate di festeggiamenti che animeranno non poco la borgata. Una attesissima festa religiosa ma anche occasione unica e irripetibile per un intero territorio di promuovere un patrimonio naturalistico, culturale, religioso, archeologico, agroalimentare e di artigianato unico e fortemente identitario. [caption id="attachment_136022" align="alignnone" width="1200"] Chiesa del Santo a Santadi, preparazione per il rientro ad Arbus[/caption] Cenni storici. “Una leggenda racconta che, un tempo, a Santadi, dove è collocata l’attuale chiesa, esisteva una vecchia casa andata in rovina dopo la morte del suo proprietario. Gli abitanti della borgata, quasi tutti originari di Arbus, mezzadri o proprietari di terreni nel paese, raccontavano che una statu ...
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