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Bollo auto abolito per utilitarie e per tutte le moto

Il Consiglio dei ministri abolisce il bollo per auto fino a 80 kW e per tutte le moto: 14,5 milioni i veicoli coinvolti. Vale dai pagamenti 2027

Il Consiglio dei ministri, riunito oggi, 16 settembre, ha abolito il bollo per le automobili di piccola e media potenza e per tutti i motocicli e ciclomotori alimentati a benzina o gasolio. La misura riguarda le vetture con potenza fino a 80 kW, circa 109 cavalli, e coinvolge complessivamente 14,5 milioni di veicoli: circa il 70% delle auto oggi in circolazione, a cui si aggiunge l'intero parco delle due ruote a combustione.Il taglio del bollo arriva al termine di giorni di confronto nel governo sulle possibili misure contro il rincaro dei prezzi dei carburanti. La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato: «Oggi il Governo cancella una delle tasse più odiate dagli italiani».L'esenzione spetta a un solo veicolo per contribuente. Chi possiede più mezzi tra quelli che rientrano nei nuovi limiti la ottiene automaticamente sul veicolo con la potenza più bassa o, in caso di parità, su quello con il bollo di importo inferiore. Per usufruirne, il veicolo deve risultare regolarmente assicurato. La misura non riguarda il bollo già dovuto nel 2026: si applica ai pagamenti compresi tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027.Il costo complessivo della misura non è ancora quantificabile con precisione, ma l'ordine di grandezza stimato da Palazzo Chigi è di circa 2,5 miliardi di euro, da compensare alle Regioni, che incassano il gettito del bollo. Spostando l'impatto sul 2027, la misura peserà sulla prossima legge di bilancio. Per domani, 17 settembre, è in programma un incontro tra il Governo e le amministrazioni regionali sulle modalità di compensazione. ...

Guspini : preparativi per l'arrivo di don Emmanuele Deidda

Domenica 20 settembre la comunità guspinese accoglierà don Emmanuele Deidda, nuovo parroco della parrocchia di San Nicolò Vescovo

Il 20 giugno, mons. Roberto Carboni, vescovo di Ales -Terralba comunicava che Don Emmanuele Deidda, sarà il nuovo parroco della parrocchia di San Nicolò vescovo in Guspini e coordinatore responsabile dell’oratorio cittadino interparrocchiale, a partire dal prossimo 20 settembre. Contestualmente, il Vescovo ringraziava di cuore mons. Nico Massa per il servizio svolto nella Chiesa diocesana in oltre 50 anni di ministero presbiterale.Al nuovo parroco, nel dargli il benvenuto, abbiamo voluto rivolgere alcune domande.Cosa ha provato quando ha ricevuto l’incarico dal Vescovo? «Certamente una grande emozione, accompagnata dal senso di responsabilità che ogni nuova chiamata porta con sé. Ho accolto la decisione del Vescovo con fiducia e disponibilità, nella consapevolezza che il ministero sacerdotale è prima di tutto un servizio e che noi siamo strumenti nelle mani del Signore. In quel momento ho sentito anche una profonda gratitudine per il cammino vissuto in questi anni nelle comunità di Ales, Curcuris e Zeppara. Sono stati anni importanti della mia vita e del mio ministero, nei quali ho ricevuto molto dalle persone incontrate, dalle relazioni costruite, dalle esperienze condivise, dalle gioie e anche dalle fatiche affrontate insieme. Tutto questo rimane dentro di me e diventa parte del bagaglio con cui mi preparo a vivere questo nuovo servizio. Credo che un sacerdote debba custodire la consapevolezza di essere dentro una storia più grande di lui. Siamo strumenti, con i nostri doni, i nostri limiti e anche le nostre fragilità; e il Signore, misteriosamente, sa servirsi anche di queste per continuare a rinnovare la vita delle sue comunità. Per questo non sento di andare a Guspini per iniziare una storia nuova, ma per entrare con rispetto in una storia che mi precede, costruita nel tempo da sacerdoti, famiglie, uomini e donne che hanno amato e servito questa comunità. Porto dunque con me tanta gratitudine e il desiderio di mettermi ancora una volta al servizio, cercando anzitutto di ascoltare, conoscere e comprendere insieme agli altri ciò che il Signore domanda oggi alla comunità». Lei è originario di Villacidro, una cittadina in qualche modo molto simile, per dimensioni e problematiche, alla nuova sede in cui svolgerà il servizio sacerdotale. Fatte queste premesse, con quale spirito si prepara ad affrontare questa nuova importante esperienza? «Villacidro e Guspini hanno certamente alcuni elementi in comune, anche per la loro storia e per alcune caratteristiche sociali e culturali. Allo stesso tempo, credo che ogni comunità sia unica e debba essere avvicinata con rispetto, senza pensare di conoscerla prima ancora di averla incontrata davvero. Per questo arrivo a Guspini soprattutto con il desiderio di ascoltare e conoscere. Vorrei incontrare le persone, conoscere sempre meglio la comunità guspinese, le realtà ecclesiali e anche il ricco tessuto sociale, culturale, educativo e civile del paese. Credo che ci voglia tempo ...

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