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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Laboratori Caritas, i giovani protagonisti

Circa 500 giovani, fra studenti universitari, quelli provenienti da diverse scuole superiori e del mondo delle associazioni cattoliche, hanno partecipato ai diversi laboratori tematici del 29 dicembre, allestiti nella sala congressi della fiera internazionale della Sardegna in occasione della XXX Marcia della Pace che si è svolta a Cagliari. Fra i partecipanti anche numerosi ragazzi immigrati ospiti delle strutture di accoglienza gestite dalla Caritas, come segno di integrazione. Nel corso dei laboratori gestiti da diverse associazioni, sono stati affrontati i seguenti temi: Obiezione di coscienza - Acli; Anti-tratta - Caritas; Immigrazione cinese - Università di Cagliari; Turismo etico e turismo etnico - Amici di Sardegna; Giovani e lavoro - progetto Policoro; Immigrazione e politica internazionale - Università di Cagliari; Camminando con i Rom e i Sinti - ufficio Migrantes della Diocesi di Cagliari, Povertà - Caritas; L'innocenza sotto le bombe - Sardegna pulita; Le mani ustionate per amore - Donne al traguardo; ludopatia e anti usura - Caritas; Cambiamenti climatici - Arci; Immigrazione e accoglienza - Caritas. In apertura dell'iniziativa, Don Angelo Pittau, promotore della Marcia, ha sottolineato: "Viviamo in un mondo di violenza globale, una violenza che constatiamo anche nella nostra Sardegna. I temi dei laboratori ci aiutano a riflettere su queste problematiche. Si stima che 250 milioni di persone nei prossimi anni cercheranno di lasciare i loro paesi a causa delle guerre e della miseria. Una violenza che opprime i deboli in una società che 'scarta', che crea povertà, che costringe i giovani a emigrare, che ruba ad essi il futuro. Ancora, la violenza dell'inquinamento, delle servitù militari, una violenza che ci porta talvolta, pur di trovare lavoro, a "lavorare per la morte degli altri", ancora, la violenza degli omicidi, quella sulle donne". Ospite testimone della giornata è Don Maurizio Patriciello, parroco di Caivano (diocesi Aversa), che rivolgendosi ai giovani ha sottolineato: "Occorre partire dalla non-violenza come stile di vita, innanzitutto personale che parta dalle piccole cose, attraverso un cuore pacificato, sereno, ricordando che solo la pace è santa. Di fronte ai potentati, cosa possiamo fare? Sulla scia della Laudato si' dovremmo stimolare i governi alla non-violenza: ciò non significa essere passivi ma essere presenti in una forma 'non violenta', dalle manifestazioni ai cortei a tutto ciò che può dare l'immagine di una partecipazione attiva e responsabile. Occorre anche saper dialogare con le istituzioni locali su questi temi". Ancora, ha sottolineato il parroco: "Dobbiamo conoscere cosa accade nel mondo, chi sono coloro che comandano, ma occorre anche sapere cosa accade nelle nostre città. Quando la povertà è dignitosa, è bello e da' la forza di lottare. Quando invece la povertà è miseria, essa diventa pericolosa. Dobbiamo rifiutare gli atti di prepotenza, perché dietro essi c'è sempre qualcuno ...

Marco Putzolu: storia di una campagna elettorale

All’epoca, era il 1990, per la vecchia provincia di Cagliari si chiamavano ancora elezioni amministrative, o più semplicemente “le provinciali”. Nel piccolo collegio a cui apparteneva Serramanna, roccaforte rossa, i candidati del PCI, con buonissime probabilità, erano quasi sempre vincenti. Infatti in quella tornata elettorale venne eletto Giuseppe Zucca, già sindaco e storico esponente del partito comunista. In casa socialista, dopo tanti anni di militanza e forte di quattro legislature in consiglio comunale, la sezione locale decise di candidare Marco Putzolu. La figura di consigliere provinciale era una carica ambita e certamente un salto di qualità nella carriera di un uomo politico. Naturalmente le incognite erano tante fra le certezze di una conferma alle comunali e l’alto rischio di una sconfitta in ambito provinciale. Nel PSI le possibilità di affermarsi in maniera tale da far eleggere, da solo, un proprio rappresentate a livello locale, erano molto scarse. Nonostante questi presupposti, la canditura ebbe un buon risultato di gradimento, naturalmente nel partito e in qualche misura nell’elettorato di sinistra, il cui consenso comunque andava per la maggior parte al Pci. Chiuse le urne e a conti fatti, però i voti di preferenza non furono sufficienti per l’elezione. Quello dei socialisti rimase il coraggioso tentativo per un’impresa impossibile e sebbene sconfitto, Marco Putzolu - come ricorda il segretario di sezione di allora, Lodovico Etzi - ottenne un risultato storico per il PSI locale, tirando la volata al suo partito, per la vittoria nello stesso anno delle elezioni comunali da cui era stato escluso. Se vi avesse partecipato, certamente sarebbe stato riconfermato; le strategie, si sa, molte volte sono impietose. Niente di personale; si va avanti ugualmente, con la stessa passione, e incoraggiato dalla soddisfazione ottenuta dal suo gruppo negli anni successivi si è dedicato al rilancio della Società Operaia serramannese. La solidità degli ideali si riconosce anche da questi atteggiamenti. All’epoca chi si occupava di politica aveva il partito come punto di riferimento e di norma, non scritta e generalmente rispettata, stava prima e più in alto di ogni velleità individuale. È una questione di stile, nel ruolo istituzionale come nella vita. Giovanni Contu ...

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