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Omaggio al professor Giulio Angioni
Venerdì 17 febbraio, presso l’auditorium di via Manzoni, a Guasila, alle 18 è stato convocato un consiglio comunale commemorativo per ricordare la figura personale e intellettuale di Giulio Angioni. Sono previsti diversi interventi da parte dei famigliari, dei colleghi e collaboratori, con i quali ha condotto gli studi antropologici e naturalmente di amici che da tempo con lui condividevano la passione letteraria. Un pomeriggio intenso - che avrà inizio con la proiezione del video realizzato dallo stesso prof. Angioni in occasione di una festa del pane organizzata a Perdasdefogu - per mantenere l’attenzione sul suo prezioso contributo nella ricerca scientifica in ambito etnoantropologico, nel suo impegno di insegnante e nel ruolo di saggista e narratore, testimone della nostra cultura e della nostra storia. Emerge l’intensità dell’affetto custodito sul suo ricordo dai concittadini, dai lettori e dal folto numero di studenti per i quali ha svolto le lezioni durante la sua carriera universitaria.dalle parole pronunciate dal sindaco, Paola Casula: "I Guasilesi dovranno riuscire a restituirti l'amore che hai avuto per il tuo paese ed essere capaci di trasmetterlo alle generazioni future così come hai fatto tu, caro Professore. Ci hai lasciato un patrimonio del quale forse ancora oggi non si riesce a misurarne l'entità. Non ti sei mai dimenticato dei Guasilesi nei tuoi anni di vita, e con i tuoi scritti continuerai a farlo anche negli anni futuri". Giovanni Contu ...
Leggi di piùGiorno della Memoria, i ricordi di Peppino Sanna
Il Giorno della Memoria è una ricorrenza internazionale che il 27 gennaio di ogni anno, ricorda le vittime del nazismo, dell’Olocausto e in onore di coloro che a rischio della propria vita hanno protetto i perseguitati e si celebra la liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945 ad opera delle truppe sovietiche dell’Armata Rossa. A noi piace ricordare anche un nostro compaesano, Peppino Sanna classe 1922, numero di matricola 12460 del distretto di Oristano. “Il nome forse non dice tanto – dice il figlio Antonio Sanna - ma a me piace ricordarlo come un piccolo eroe, non perché sia andato in guerra a combattere per un ideale, oppure perché e solo mio padre, ma perché a diciannove anni poco si capisce di una guerra che dista lontano migliaia di chilometri dal tuo paese natio. Due strade longitudinali s’arruga manna e su stradoni, questo era Silì negli Anni '40, povera gente timorata da Dio, che viveva accontentandosi di poco, qualche capra, pecore e d’estate, la lavorazione delle tegole”. Cosa puoi dirci della chiamata alle armi di tuo padre? “Mio padre venne chiamato alle armi il 6 giugno del 1941, dopo tutte le visite mediche fu mandato alla XXX Brigata mortai di fanteria e da li fu successivamente trasferito presso Tarquinia, alla Scuola paracadutisti divisione Folgore. Il 13 maggio del 1942, a Lecce venne imbarcato in aereo, destinazione Derna in zona operativa e dal 23 ottobre 1942, partecipò alla battaglia di El Alamein, riuscì a scampare alla morte e con i suoi commilitoni a riparare in Tunisia, dove dovette combattere ancora , questa volta contro i Maori delle truppe Neozelandesi. Tennero testa a un intera brigata valorosamente e per tre giorni e tre notti non lasciarono avvicinare nessuno alla collina di Tocrauna: erano solo in 180, arroccati con mitragliatrici e armati, ma alla fine dovettero arrendersi all’arrivo dei rinforzi inglesi entrati nel frattempo in Tunisia, era il 21 di aprile del 1943, gli stessi inglesi si congratularono con loro per la tenacia e la forza sostenuta . Quale fu la sorte di tuo padre? “Trasferiti in Palestina, allora protettorato inglese e nascente Stato ebraico, venne portato al campo 308 presso Haifa nell’odierna Israele, la vita al campo non era così male, venivano mandati al lavoro nei primi kibbuz e si occupavano del bestiame nelle stalle, inoltre erano utilizzati per la raccolte delle arance e a tal riguardo, mi raccontava che ogni volta che venivano chiamati per la raccolta dei frutti , gli venivano tagliate le unghie cortissime, proprio per non danneggiare le arance. Come era la vita nel campo di concentramento? “La vita al campo non era poi così tanto monotona, gli inglesi avevano anche provveduto a insegnare loro l’inglese. Per uno strano scherzo del destino, un mese dopo arrivò al campo anche mio zio Giulio, fratello di papà, lui era in fanteria e venne catturato a Tunisi. Subito dopo, a mia nonna arrivò la comunicazi ...
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