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Concerto del coro Black soul Gospel Choir
Il 6 gennaio alle 18.30, nell'auditorium del seminario arcivescovile di Cagliari, in via mons. Cogoni, concerto, organizzato dai club Rotary Cagliari nord e Cagliari sud, del coro Black soul Gospel Choir. una serata a favore dei progetti umanitari avviati dal Rotaty. ...
Leggi di piùCulurgiones cun istufadu de trudus
I primi uomini andavano a caccia con armi rudimentali e si nutrivano con carne cruda e radici. Con la scoperta del fuoco, un milione di anni fa circa, l’uomo impara a cuocere il cibo, così facendo si accorge che il suo sapore è totalmente diverso di quello consumato sino ad allora, apprezzandone così tutta la succulenza sprigionata in cottura. Col passare del tempo si perfeziona imparando nuove tecniche come quella dell’affumicatura o quella dell’essicazione, in questo modo scopre che è possibile conservare gli alimenti per lungo tempo e sopravvivere nei momenti in cui la caccia diventava meno benevola a causa delle intemperie e sbalzi di temperature. Proseguendo il suo camino, l’uomo comprende che è possibile mescolare gli alimenti rendendoli più appetitosi, più saporiti e più digeribili. Strada facendo, scopre anche altre tecniche di cottura, quella di stufare, brasare, lessare e quant’altro, compresa quella che ancora oggi si pratica in Sardegna, ovvero la cottura sotto terra a carraxiu, simile a quella degli antenati che cuocevano i capi di selvaggina dentro a una buca nel terreno, foderata con fascine di arbusti odorosi, ricoprendo il tutto con altre frasche aromatiche e accendendo sopra un fuoco preparato con fascine di cisto (tipo di vegetazione esistente nell’Isola) e ciocche secche cotzinas, lasciando cuocere per lunghe ora la preda. La stessa tecnica di cottura, pare l’abbiano adottata anche i cuochi in servizio alla corte dei Savoia, che vennero trasferiti per volere di Giuseppe Bonaparte, fratello di Napoleone in Sardegna nel 1806 (a quei tempi, territorio sabaudo). Infatti in un importante occasione prepararono una raffinata ricetta: il fagiano in cocotte, cotto dentro ad un tacchino. Piano, piano l’uomo imparò ad addomesticare gli animali, a proteggerli dentro a recinti e infine ad utilizzarli per il lavoro nei campi. Sempre in Sardegna, nel Medioevo, emerge la cucina con le spezie (cannella – chiodi di garofano – zenzero – pepe e zafferano Crocus sativus Linnaeus). Lo zafferano, in particolare, risulta coltivato nell’isola da tempi remoti, ma già conosciuto in epoca romana; resta il fatto però che prima gli arabi, poi gli spagnoli ne divulgarono il metodo di coltivazione e l’utilizzo domestico. Gli arabi in quel periodo coniarono pure il metodo dell’essicazione della pasta, in modo da poterla conservare per molto tempo e la Sardegna assieme alla Sicilia diventarono regine d’Italia incontrastate nel vantare un’industria pastaia di un certo spessore. Mentre in epoca rinascimentale la tendenza culinaria si arricchisce ulteriormente con l’utilizzo delle erbe ed aromi del territorio (mirto – lentischio, dal cui frutto si ricava l’olio - finocchietto – lauro – rosmarino – timo – prezzemolo – salvia e tante altre). Nell’Ottocento, le abitudini culinarie isolane sono decisamente migliorate, sia nella qualità degli ingredienti, sia nel modo di cucinarli, adottando tecnich ...
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