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Louise Marshall and her brethren sabato a Gergei e domenica a Olbia per due serate sulle note del soul e del funky

Doppio appuntamento questo fine settimana per il Culturefestival, la rassegna di musica e arti organizzata dall’associazione Sardinia Pro Arte con la direzione artistica del musicista e compositore Simone Pittau, e giunta quest’anno alla XXIII edizione. Domani, sabato 9 agosto alle 19,30 nelle Tenute Olianas di Gergei, e domenica 10 agosto alle 22 in piazza Elena di Gallura a Olbia, arrivano Louise Marshall and her brethtren, formazione composta dalla talentuosa vocalist inglese (sempre presente nei tour di David Gilmour dei leggendari Pink Floyd) e dalla la sua band di straordinari musicisti (Danny Marsden e Tom Walsh, tromba, Trevor Mires, trombone, Tommy Emmerton, chitarra, Jeff Leach, tastiera, Geoff Gascoyne, basso e Jeremy Stacey, batteria). La band si esibirà in un repertorio che abbraccia soul, funky, blues e jazz, tra cover e brani scritti dalla stessa Marshall. Recentemente in tour mondiale con l’organico che accompagna David Gilmour, la cantante e pianista Louise Marshall, originaria delle Barbados, è artista internazionale laureata in Pianoforte alla prestigiosa Guildhall School of Music and Drama di Londra. Nonostante gli studi classici, da subito ha espresso il suo grande talento in diversi generi musicali, quali jazz, blues, soul e pop. La sua voce ha stregato artisti di fama mondiale che l’hanno voluta al loro fianco: oltre a David Gilmour, anche Robbie Williams, Bryan Ferry, Van Morrison, Bryan Adams, Paul Young, John Rutter, Tom Jones, David Gilmour e Phil Collins. La sua formazione è composta da strumentisti eclettici che individualmente vantano collaborazioni con George Michael, Laura Pausini, Annie Lennox, Anastasia, Eric Clapton, Whitney Houston, Seal, B. B. King e Chaka Khan. Per il concerto a Gergei occorre prenotare chiamando al numero 334 2369837 o scrivendo a info@olianas.it. L’appuntamento del 10 luglio a Olbia è invece libero e gratuito.   ...

Multe fino a 35 mln o 7% fatturato; guai a identificazioni biometriche

AGENZIA DIRE _________________________   Entrano in vigore da oggi, sabato 2 agosto, le sanzioni previste dal regolamento europeo conosciuto come AI Act. Per chi fa uso di sistemi di intelligenza artificiale considerati ad alto rischio, significa avere sulla testa una spada di Damocle che può arrivare fino a 35 milioni di euro (o il 7% del fatturato) come multa. Sanzioni di questa portata "possono determinare la fine di una qualunque impresa anche di grande dimensioni", avverte l'avvocato Roberto Sammarchi, specialista in diritto dell’informazione e comunicazione digitale, consulente della società bolognese Ex Machina Italia. Per questo, sottolinea Sammarchi parlando alla 'Dire', "c'è un tema di rilevante preoccupazione, ma anche fiducia in una gradualità e in un senso di prudenza nell'applicare i controlli e le sanzioni". Con la legge europea sull'intelligenza artificiale, approvata nella primavera 2024, la Ue è stata la prima al mondo a dotarsi di una normativa in materia. Un testo piuttosto complesso, di 145 pagine, che tra le altre cose "rompe il principio della neutralità tecnologica", sottolinea Sammarchi. Vale a dire "non solo regola, ma definisce anche le tecnologie: entra nel merito su cosa è intelligenza artificiale e cosa no". Lo stesso regolamento europeo indica i sistemi di Ia ai quali si applica. Ad esempio, sono vietate le tecnologie per l'identificazione biometrica in spazi pubblici, così come sono considerati inaccettabili "sistemi che esercitano un controllo subliminale e che possono essere destinati al cosiddetto social scoring, quindi ad attività discriminatorie", spiega Sammarchi. Ci sono però anche delle distorsioni. "L'intelligenza artificiale può anche salvare vite umane- sottolinea il giurista- ma la norma europea considera questi stessi sistemi un rischio e non uno strumento per gestire il rischio". Quindi, ad esempio, i sistemi per la sicurezza sul lavoro che utilizzano l'Ia "vengono individuati come ad alto rischio, quindi sono sottoposti a forte regolazione e hanno alti costi", segnala Sammarchi. Come riassume Mariagrazia Argentieri di Ex Machina, sulla base delle norme contenute nell'AI Act "è un attimo passare da rischio limitato a rischio alto. Anche un sistema per le risorse umane può essere considerato a rischio se valuta i curriculum e seleziona le persone, escludendone alcune. Ma se voglio usare l'intelligenza artificiale per categorizzare le persone in base alle loro competenze, questo invece viene considerato a rischio limitato". In poche parole, afferma Argentieri, "bisogna capire l'obiettivo e stare attenti alla narrazione", perché l'uso di determinate parole nella definizione di un progetto o di un modello di Ia fa scattare diverse categorie di rischio. E quindi per le imprese, che in base alla legge europea hanno anche l'obbligo di alfabetizzazione, "c'è un compito fondamentale anche degli esperti di comunicazione". [caption id="attachment_138325" align="aligncenter" width="531" ...

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