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Albania , un paese poverissimo ma con una grande dignità invia medici e infermieri
di Gianni Vacca _______________ Trenta medici e infermieri sono in arrivo in Italia dall'Albania per dare sostegno al paese in emergenza coronavirus. I medici opereranno tutti a Bergamo, la città italiana più colpita, opereranno per un mese e saranno pagati dall'Albania. "Non siamo privi di memoria - ha commentato il premier albanese Edi Rama - e non possiamo non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non abbandonano mai un proprio amico in difficoltà. E' vero - ha concluso Edi Rama - che tutti i paesi sono rinchiusi nelle loro frontiere e i paesi ricchissimi hanno voltato le spalle agli altri. Ma forse è perché noi non siamo ricchi e neanche privi di memoria non possiamo permetterci di non dimostrare all'Italia che l'Albania e gli albanesi non l'abbandonano". Un piccolo grande gesto che arriva da uno dei paesi tra i più poveri d'Europa che con grande dignità e senso di responsabilità con questa iniziativa mette all'angolo le politiche portate avanti sin qui dai ricchissimi paesi del nord Europa oggi più che mai egoisticamente rinchiusi e moralmente isolati nei loro fragili confini. ...
Leggi di piùMarco Sideri: “Bisogna avere un rispetto assoluto delle restrizioni per agevolare la vittoria sul virus”
di Simone Muscas _____________________ Oltre alle misure ordinarie, state attuando all'interno del Comune delle misure straordinarie per contenere l'emergenza? Come comune abbiamo chiuso cimitero e parchi e ridotto orario al pubblico degli uffici comunali che ricevono ora solo su appuntamento. Abbiamo inoltre il supporto della Protezione civile Valenza Marmilla che aiuta la cittadinanza e vigila sul rispetto delle norme. [caption id="attachment_66500" align="alignleft" width="159"] Marco Sideri[/caption] La popolazione del paese sta rispettando la quarantena? Saranno necessari, secondo lei, maggiori controlli? Più o meno sì, anche se non c'è la consapevolezza della gravità della situazione e dell'importanza di seguire quanto più possibile le norme. In particolare le uscite sono ancora troppe e il fenomeno viene vissuto ancora come “lontano”. Credo che, in generale, affinché si possa avere sul territorio un rispetto assoluto e quindi agevolare la vittoria sul virus, sarebbe meglio avere un controllo molto capillare, soprattutto per i comuni con poco personale nell’area vigilanza. L'unica struttura presente nel territorio è l'ospedale di San Gavino. Sarà sufficiente o è già il caso di pensare a qualche altra struttura da attrezzare per la terapia intensiva? Su questo punto mi auguro che la Regione Sardegna stia pianificando a dovere l'eventuale emergenza e il modo di affrontarlo in termini di intervento e posti letto per la terapia intensiva. Non ne farei un discorso di singolo territorio, va fatto un discorso a livello Sardegna studiando le contromisure necessarie prima che si arrivi alla fase critica. In più, va tenuto conto delle criticità di alcuni reparti che stanno subendo molti contagi: va capita la causa e contrastata prima che sia troppo tardi e causi disservizi per i malati “ordinari”. ...
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