Era il presidente del circolo culturale sardo “Giuseppe Dessì” di Vercelli dal 2004, Galdino “Dino” Musa, circolo che l’aveva visto tra i suoi soci fondatori. Nato a Sardara nel 1946, dal 1963 aveva lasciato il paese natìo per emigrare in Piemonte e ieri si è spento nell’ospedale Sant’Andrea di quella città dove ha trascorso gli ultimi 57 anni, colpito dal virus che sta segnando la nostra epoca. Lascia la moglie Patrizia e i due figli Sergio e Gianni. Un saluto dalla sua Sardara nelle parole dell’assessore all’arredo urbano, Andrea Caddeo: “Siamo esseri imperfetti, imperfetti e fragili. Viviamo come se il nostro tempo fosse infinito, anche se il tempo non ci appartiene, non ne siamo padroni. Il tempo è un dono. Più prezioso dei soldi, del potere, di qualsivoglia ricchezza terrena. A volte sembra dilatarsi, un po’ come i polmoni dopo un bel respiro, altre volte può sgonfiarsi all’improvviso, come un pallone bucato. Ma è l’amore che qualifica il tempo. Quello che saremo riusciti a donare. Quello che avremo ricevuto. Ed ancora i rapporti che saremo riusciti ad intessere. Il tuo è stato un amore puro, limpido, viscerale. Per la tua terra, la Sardegna. Per il tuo paese natale, Sardara. Questo amore l’abbiamo percepito, sentito e respirato nel tuo impegno costante a favore degli altri. Rimarrà vivo in noi il tuo ricordo. Il ricordo di chi non ha dilapidato il proprio tempo. Ciao Dino e grazie per i tuoi insegnamenti. Non ti dimenticheremo”.
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