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I portali di Arbus

di Marino Melis _______________________________________________     Arbus situato ad un’altezza di 310 s.l.m, è il paese più alto del Monreale e sorge in una vallata degradante, cresciuto attorno alle chiese di San Lussorio e San Sebastiano, più qualche appendice distante come il vicinato di Conch’e mallu alle pendici del massiccio granitico di monte Furoni/Mannu. Pur essendo fortemente compresso dall’orografia e dai rilievi del territorio, il paese almeno per quanto riguarda il centro storico ha sviluppato il classico tessuto urbano dei paesi del campidano, con le tipiche case a corte doppia o più spesso retrostante, e le viuzze strette e tortuose. Esso non ha mai subito grossi stravolgimenti fino al 1928 quando fu realizzata la S.S. 126 o sud occidentale sarda che attraversa l’abitato in tutta la sua lunghezza. I materiali da costruzione più usati sono essenzialmente la pietra erratica di granito, inizialmente grossolanamente sbozzata con la faccia migliore a vista legata con malta di fango e calce, con la quale si edificava il piano terra. Il piano superiore era preferibilmente realizzato in mattoni crudi, la copertura era in ordito di canne e tegole. Si accedeva alla strada pubblica da un alto portale realizzato nei tipi più antichi nel modello architravato in legno, poggiante su piedritti in pietra e ladiri. In un secondo momento presumibilmente attorno alla prima metà dell’ottocento, comparvero i primi portali ad arco a tutto sesto realizzati in mattoni crudi su piedritti in pietra di media grandezza e ladiri. Purtroppo di questi due tipi di portali ne sono sopravvissuti ben pochi nei loro materiali originari, qualcuno architravato in legno è stato ricostruito sul finire del XX secolo. Come per Guspini il grande sviluppo dell’attività estrattiva, portò abilissimi scalpellini dal continente, che insegnarono la tecnica di lavorazione della pietra alla manovalanza locale. A partire dagli anni post unità d’Italia si cominciarono a costruire i primi portali completamente in granito, con cantoni di media grandezza ben lavorati e rifiniti un po’ in tutto il centro storico. Erano naturalmente i grandi proprietari soprattutto per questioni di prestigio ad innalzare i portali, poi via via imitati anche da borghesi e artigiani possessori di carri e carrette. Nel tessuto urbano di Arbus si contano attualmente una quarantina di portali in granito, in maggioranza con arco a tutto sesto, ma non mancano quelli a sesto ribassato o policentrico. In maggioranza sono del tipo semplice senza cornice d’imposta dell’arco, anche la chiave di volta è presente in pochi casi con bassorilievi raffiguranti roselline, croci o la data e le iniziali del proprietario (la più antica riporta la data 1915 e le iniziali L S ). Un paio di portali sono realizzati in trachite, mentre quelli con l’arco in mattoni cotti sono cinque. Tra gli anni 1940/60 si costruirono gli ultimi portali del tipo architravato in cemento armato con i ...

Venerdì 24 giugno si conclude Sanluri Legge 2022

Redazione __________________________________ Venerdì 24 giugno si conclude Sanluri Legge 2022 con gli ultimi due autori a partire dalle 18.15 nella cornice della Corte interna del Castello medievale. Apre la serata alle 18.15 Maria Francesca Chiappe con il libro “Non è lei”, presenta Francesca Spanu. Segue alle 19.30 Giovanni Follesa con “We are family”, presenta Michele Pipia. Maria Francesca Chiappe, giornalista di Videolina e L’Unione Sarda, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria. Autrice di diversi saggi arriva ora il suo primo romanzo: ‘Non è lei’ che presenta venerdì incalzata dalle domande di Francesca Spanu. Seguirà Giovanni Follesa, giornalista, scrittore e direttore di vari eventi culturali e letterari. Follesa dialogherà con Michele Pipia sulla società che cambia e sulle varie declinazioni dell’amore con il suo ultimo libro “We Are Family”. ...

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