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Sini, il fabbro Zairo Cau ancora al lavoro a 94 anni
di Carlo Fadda ________________________ Lui ha l’invidiabile età di 94 anni, e allo stesso tempo la passione, la volontà e l’intraprendenza di un giovane. È l’artigiano fabbro Zairo Cau di Sini, che dopo settanta anni di attività, ancora lavora nella sua vecchia officina super attrezzata. Sorprende piacevolmente la forza e l’energia di questo arzillo vecchietto che non usa nemmeno gli occhiali da vista, nell’osservarlo a manovrare l’antico tornio, la saldatrice, troncatrice, pressa, trapano, smerigliatrice, compressore, tenaglie, cesoie, morsa, forgiare il ferro tra il grande martello e l’incudine dopo averlo riscaldato sino ad altissime temperature, dandogli varie forme e creando allo stesso tempo tanti attrezzi. Nasce nel 1930 a Sini piccolo paese dell’alta Marmilla, a soli cinque anni diventa orfano di padre, e già dall’adolescenza aiuta la madre vedova con vari tipi di lavori, ma allo stesso tempo riesce anche a frequentare e concludere gli studi nelle scuole elementari. A quattordici anni inizia a lavorare come aiutante in una falegnameria, poi nel 1948 lavora per due anni con un fratello più grande (maistu de carrus) alla realizzazione di carri per cavalli e buoi, sino a quando viene chiamato dall’Esercito Italiano per fare il servizio militare. Rientrato nel suo paese dopo i quindici mesi obbligatori di leva, decide di imparare il mestiere di fabbro dall’artigiano Gesuino Cancedda di Genuri, paese limitrofo al suo. E nel 1954 con la sua proverbiale intraprendenza, decise che era arrivata l’ora di aprire a Sini un’officina tutta sua, nella quale da allora non ha mai smesso di lavorarci. [caption id="attachment_129794" align="alignleft" width="451"] Zairo Cau e la macchina per asportare la buccia dalle mandorle[/caption] Tanti in questi decenni sono stati gli oggetti in ferro sfornati con arte e grande maestria, dalla sua officina: cancelli, recinzioni, grate, mangiatoie per animali, zappe, picconi, forconi, pale, rastrelli, falci, roncole, scuri, graticole, spiedi e treppiedi. Oggetti e attrezzi di uso comune nelle famiglie, e soprattutto per l’utilizzo lavorativo di agricoltori e pastori. Sono ancora tantissimi i suoi clienti che si rivolgono a tziu Zairu, provenienti anche dai paesi limitrofi come Baradili, Baressa, Gonnosnò, Genuri, Setzu, Tuili e Turri. Gli brillano gli occhi quando gli chiedono da dove sprizza tutta questa vitalità, entusiasmo ed energia, e tal proposito afferma: «Mi è sempre piaciuto tanto il mio lavoro che mi ha permesso con dedizione e convinzione, di realizzare parecchie cose utili alle persone che me lo chiedevano, e tutt’ora me lo chiedono. Sono oltretutto orgoglioso di aver cresciuto con sacrificio una bella famiglia e allo stesso tempo di non aver mai avuto il vizio del fumo e bere alcolici». Gli stessi suoi tre figli, due maschi e una femmina, sono parecchio fieri del loro laborioso padre, che ancora quotidianamente lavora e produce in officina. Appena pochi anni ...
Leggi di piùTerralba: convegno “In ricordo di Giacomo Matteotti. A 100 anni dal suo martirio 1924/2024”
A Terralba, oggi, sabato 7 dicembre, dalle 17,30, nello spazio culturale “Su magasinu de Akraxiu”, in via Roma 140, si terrà il convegno “In ricordo di Giacomo Matteotti. A 100 anni dal suo martirio 1924/2024”. L’appuntamento è stato organizzato dall’associazione culturale “Granate Rosa”, dalla sezione zonale di Guspini “dell’Anppia” in collaborazione con l’associazione nazionale “La scuola del popolo”. Sono previste le relazioni di Lorenzo Di Biase vicepresidente regionale Anppia Sardegna, di Paolo Concas segretario della sezione Anppia di Guspini e di Ivo Vacca presidente nazionale dell’associazione Scuola del popolo. Durante l’incontro si terranno le letture di alcune lettere vergate dal Matteotti alla moglie Velia Titta a cura di Ausilia Piras, Giuliana Pinna e Nicoletta Celegato dell’associazione “Granate Rosa”. Il tutto avverrà con la presidente dell’associazione “Granate Rosa”, Rosalba Cocco, in veste di moderatrice del convegno. ...
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