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Guspini: aperte le iscrizioni al “Progetto Futuro NEET”
REDAZIONE ________________ Il Comune in collaborazione con la cooperativa sociale Koinos, organizza percorsi di formazione per i giovani dai 18 ai 35 anni. Il Progetto Futuro NEET ha l’obiettivo di valorizzare competenza e potenzialità nei giovani, attraverso due percorsi formativi, completamente gratuiti: - Conoscere per intraprendere. Un viaggio pratico per trasformare un'idea in un progetto concreto, con il supporto della consulente di direzione Orsola Altea. - Coaching for life & work. Un percorso guidato dalla coach professionista e pedagogista Anna Melas Life&Business Coach. Per informazioni e iscrizioni inviare un messaggio su WhatsApp al numero 370 1571620 oppure invia una email a progettofuturo.guspini@koinoscoop.it ...
Leggi di piùTrieste da principale porto dell’impero astro/ungarico al forte calo degli anni sessanta allo sviluppo del nuovo millennio
di Mauro Marino ________________________ La sviluppo del porto di Trieste parte nell’anno 1719 quando Carlo VI emana l’editto che dichiara Trieste zona franca. La casa d’Asburgo che all’epoca governava questo lembo dell’Adriatico aveva compreso che la propria espansione economica necessitava di relazioni commerciali più intense che potevano avvenire in modo più agevole ed efficace per via marittima. Ottiene questo straordinario risultato per via fiscale, attraendo persone e capitali, costruendo moli, banchine, magazzini e ingolosendo nuove imprese dedite alla navigazione, costruzione e riparazione delle navi, all’intermediazione commerciale, ai servizi assicurativi e bancari a supporto delle attività commerciali e del trasporto marittimo. La particolarità di Trieste all’epoca è che non soltanto diventa porto franco ma anche zona franca. In pratica non solo le merci godono di esenzioni fiscali ma anche, per esempio, società che investono nell’edilizia, nei trasporti, nelle assicurazioni. Nascono in quel tempo aziende come il Lloyd Austriaco, le Assicurazioni Generali, l’Arsenale Lloyd, la Riunione Adriatica di Sicurtà che diventeranno ben presto dei colossi a livello internazionale. Questo sviluppo quasi forsennato del porto si concluse, in pratica, con la fine della Prima Guerra Mondiale che rappresentò quasi uno spartiacque tra un periodo molto florido ed uno molto difficile. Nel 1925 e nel 1928 vennero confermate alcune autonomie di cui il porto aveva già goduto nel periodo austriaco ma solamente all’interno del porto e limitatamente alle merci e l’atteso riavvio dei commerci stentò a decollare. Un altro momento florido per il porto triestino fu rappresentato dal Governo Militare Alleato GMA che dopo la Seconda Guerra Mondiale si insediò fino al 1954. In quegli anni ci fu un abbondante iniezione di risorse finanziarie dovute al piano Marshal americano che iniettò moltissimi dollari che però non dette i risultati sperati. Il periodo di stasi coincise con gli anni Sessanta e risorse con la costruzione dell’Oleodotto Transalpino che in pratica è un’enorme conduttura che con un percorso quasi completamente interrato collega il porto di Trieste all’Europa Centrale. Con una media di 37 milioni di tonnellate di greggio scaricate ogni anno, rappresenta oltre il 70% dei traffici totali del porto facendolo diventare dal 2020 il principale porto italiano. Primi cinque principali porti commerciali italiani per totali di merci espresso in migliaia di tonnellate annue nell’anno 2023. Trieste 997.445 Genova 759.195 Livorno 715.346 Cagliari- Sarroch 701.792 Gioia Tauro 122.760 Questo eccellente risultato è stato raggiunto come sopra evidenziato principalmente con il petrolio ma contemporaneamente si investì a partire da metà degli anni Settanta su un nuovo prodotto (container) che nel nord Europa era già conosciuto ma che lo scalo giuliano intraprese prima di altri porti italiani. Avendo ...
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