Matrimonio in lingua e costume sardo

Per il giorno più bello della loro vita Laura Sedda e Guerino Loche hanno deciso di sposarsi con l’abito sardo tradizionale villacidrese nella splendida cornice del Lavatoio in stile Liberty, un luogo nel cuore del paese tanto amato dallo scrittore Giuseppe Dessì. Il loro matrimonio ha incantato i presenti (molti in costume) ed ha incuriosito i passanti perché alla fine del rito civile i due sposi sono saliti su un carro trainato dai buoi, che sono stati il regalo del testimone Daniele Pinna. Laura Sedda e Guerino Loche sono felicissimi, i loro volti traboccano di felicità: «L’idea del matrimonio in costume e in sardo -  raccontano - ci è venuta in mente perché amiamo la nostra terra e le sue tradizioni. La giornata è stata bellissima, un vero e proprio ritorno al passato. Per la realizzazione degli abiti sardi ci siamo affidate a due bravissime sarte di Villacidro Annalisa Cauli e Barbara Piras che ringraziamo tantissimo». Felicissima anche Claudia Lussu, una delle testimoni che presiede il gruppo folk “Gippi” di Villacidro: « La cerimonia è stata molto emozionante - racconta - io e tanti altri membri del gruppo abbiamo vestito il costume. Nel Lavatoio ci siamo disposti su due file e il corteo è stato accompagnato dal fisarmonicista Massimo Mocci e in piazza S’Osteria abbiamo improvvisato un ballo sardo facendo un cerchio intorno agli sposi». L’assessore alla cultura e alla lingua sarda Giovanni Spano, che ha presieduto la cerimonia, ha indossato la camicia e il corpetto dell'abito sardo con un paio di pantaloni in velluto: «È stata una serata indimenticabile sia sotto il profilo della festa, che dal punto di vista didattico: il testo del rito in sardo (conforme alle regole per l'ortografia, fonetica, morfologia della Norma Campidanese della lingua sarda adottate dalla provincia di Cagliari nel 2010) è stato distribuito anche a partecipanti e curiosi in modo da rendere più semplice seguire le varie fasi del matrimonio. Splendidi Laura e Guerino, che con la loro idea hanno dato il “là” a un evento che abbiamo già in mente di riproporre l'anno prossimo nello stesso periodo, in collaborazione con la parrocchia, per rafforzare lingua, tradizioni e identità del popolo villacidrese». Poi una nota polemica e contemporaneamente un grido d'aiuto rivolto al legislatore: «Lo stato italiano - rimarca Spano - non riconosce il matrimonio celebrato in Sardo: perché sia valido è necessario che venga celebrato anche in lingua italiana. Ritengo questa posizione anacronistica e vessatoria. È necessario che alla lingua sarda venga restituita la dignità che le spetta in tutte le sedi e a tutti i livelli». Gian Luigi Pittau ...

Valerio Curridori : da San Pietroburgo alla California

Valerio curridori, icona del  triathlon, Ironman e numero uno in assoluto! Un'estate di trionfi in Europa e oltre oceano lo rendono unico, immenso e onorano Villacidro nel mondo. Un atleta che continua a far parlare di sé, pur essendo schivo, umile e riservato e poco incline all'esibizionismo e all'apparenza in un'epoca in cui, dilagano i social network, e troppi, per farsi notare e mostrarsi, pubblicano di tutto senza ritegno, in maniera ridicola, patetica e senza alcuna sostanza personale. Ironman 70.3 o mezzo ironman è la sua specialità da diversi anni: specialità che si articola nelle frazioni di 1900 mt di nuoto , 90 km di bici, 21,9 di corsa a piedi. 2 giugno, Samorin in Slovakia. Al termine di una giornata epica e incerta fino all'ultimo metro è diventato campione del mondo: 1' 13" il distacco del secondo classificato. «Non ho vinto perché sono stato il più forte», afferma Valerio Curridori, «ma solo perché più degli altri sono riuscito a stare in piedi e non crollare con la testa, a reggere la sofferenza quando sono arrivati i crampi, a trascinarmi passo dopo passo verso il traguardo. La felicità che ti regala il titolo mondiale è unica, cosmica e inimmaginabile». 23 Luglio San Pietroburgo: 1° di categoria e 21° assoluto nella classifica generale. «Giornata indimenticabile e che soddisfazione il 21° posto! Teatro dell'intera manifestazione il lago Razliv (rifugio di Lenin durante la rivoluzione del 1917) dalle caratteristiche acque rossastre, ad una trentina di km a nord dalla città.Foreste di betulle e abeti e ampie radure. Un'atmosfera sommessa e silenziosa che solo immensi spazi sanno trasmettere. Tracciato in bici pressoché piatto, su lunghi rettilinei battuti da un freddo e piacevole vento e corsa nei suggestivi sentieri sulle sponde del lago», commenta Valerio Currdori: 5h 06' il suo tempo.« Il 2° classificato», aggiunge, «ad oltre mezz'ora! Un tempo da favola. Raccolgo i frutti di un costante, intenso e rigoroso lavoro che svolgo ormai, senza pause da anni -che non ammette distrazioni nè superficialità nè improvvisazioni quando, si gareggia a certi livelli e soprattutto per vincere. Questo mi porta ad esigere da me stesso, in ogni gara il massimo. San Pietroburgo la Venezia russa,è all'altezza della sua fama e dei suoi trascorsi storici.  Immensa, monumentale, abbagliante e possente; toccare con mano il suo straordinario passato è qualcosa che i libri di storia e i racconti non possono minimamente trasmettere». 29 luglio Praga. Primo e senza alcuna storia. Direttamente da San Pietroburgo, Valerio Curridori vola a Praga dove sei giorni dopo si svolge il Challenge. Consapevolezza delle proprie capacità, spavalderia o follia ? «L'ironman è una sfida continua, un’elettrizzante scoperta che puoi superare quelli che credevi fossero i tuoi limiti,oltre i quali non potessi andare, che puoi tirar fuori da te stesso potenzialità sconosciute. Sfidare i limiti e spostare sempre più lontano lo sguardo ...

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