Cultura

Cultura

In questa categoria parliamo di cultura

Villamar, il retablo di Cesare Calise

La Soprintendenza colloca il retablo ai primi decenni del XVII secolo: struttura lignea dorata, colonne tortili, ampia nicchia centrale con fondo a conchiglia, ai lati Sant’Agostin...

I libri scritti, le ricerche e tutto ciò che abbiamo tramandato non sono mai stabili o addormentati. Basta poco per creare movimento: una domanda, una fonte ritrovata, un nuovo sguardo. Così, soffermandoci ancora una volta sul retablo di Cesare Calise nella parrocchiale di San Giovanni Battista, siamo tornati indietro nel tempo e abbiamo scoperto che quell’opera, nominata come “del Santissimo Salvatore”, era dedicata con molta probabilità alla Beata Vergine d’Itria.  UN CAPOLAVORO DEL PRIMO SEICENTO La Soprintendenza colloca il retablo ai primi decenni del XVII secolo: struttura lignea dorata, colonne tortili, ampia nicchia centrale con fondo a conchiglia, ai lati Sant’Agostino e San Costantino, sopra San Pietro e San Paolo, e al vertice la Crocifissione. Un impianto maestoso, coerente con la grande tradizione dei retabli sardo-napoletani. L’ipotesi che merita di essere approfondita è questa: se il polittico ospitava nella nicchia una statua della Vergine d’Itria, quale poteva essere? Non quella oggi custodita nella chiesa rurale – che la scheda della Soprintendenza data al XIX secolo – ma con ogni probabilità un’altra più antica, collegata al periodo e allo stile del retablo di Calise. LA STATUA DELLA PARROCCHIALE La relazione storico-artistica della Soprintendenza per i Beni architettonici e artistici di Cagliari e Oristano specifica che nella prima cappella a destra della parrocchiale è custodita una scultura lignea raffigurante la Madonna d’Itria, dorata e damascata, realizzata nel primo Seicento e modificata nel Settecento, quando si aggiunsero i due devoti ai piedi della Vergine. Questo dato conferma che la statua principale, la Vergine con il Bambino, è coeva al retablo di Cesare Calise e dunque potrebbe essere proprio quella pensata per la nicchia centrale. Le statuine aggiunte nel XVIII secolo completavano la scena tipica della Odigitria: Maria che indica la via e intercede per l’umanità. Periodo, stile e devozione si intrecciano in modo perfettamente coerente.  UN LINGUAGGIO TEOLOGICO COERENTE Ogni figura del retablo parla la lingua dell’Odigitria. Nel registro inferiore, Sant’Agostino e San Costantino: dottrina e regalità cristiana. Nel registro superiore, Pietro e Paolo, testimoni della fede e dell’annuncio. Al vertice, la Crocifissione. Al centro, Maria, guida e mediatrice, che conduce il popolo alla salvezza. Un dialogo perfetto tra pittura e scultura, fede e bellezza. SANT’AGOSTINO E LE CONFRATERNITE La presenza di Sant’Agostino non è casuale. Molte confraternite agostiniane nacquero in Sardegna tra Cinque e Seicento, dedicate a Maria e alla carità fraterna. La Confraternita della Madonna d’Itria di Villamar, documentata nel Libro ottavo del 1738, riflette gli stessi principi agostiniani: vita comune, mutuo aiuto, preghiera condivisa. Tutto fa pensare che fosse attiva già da molto prima, forse dal Seicento, e che proprio in questo con ...

Diego Palma presenta a Cagliari “La vita come un’opera d’arte”

*“La vita come un’opera d’arte”* invita il lettore a considerare la propria esistenza come un percorso creativo, fatto di incontri, scelte e trasformazioni.

  Prosegue il percorso di presentazioni del libro *“La vita come un’opera d’arte”* di Diego Palma, pubblicato da La Zattera Edizioni. Dopo la presentazione ufficiale alla Camera dei Deputati – Sala Stampa della Commissione Cultura – e l’incontro tenutosi a Donori nell’ambito del Festival delle Culture Mediterranee “Venti di Pace”, l’autore sarà protagonista di una nuova tappa a Cagliari. L’appuntamento è fissato per sabato 16 maggio, dalle 17, presso la Libreria Cocco di Cagliari, dove Diego Palma sarà presente esclusivamente per il firma copie del volume *“La vita come un’opera d’arte”*, incontrando lettori e appassionati in un momento dedicato alla conoscenza diretta con il pubblico. Il libro, già al centro di numerosi momenti di confronto culturale, propone una riflessione intensa sul viaggio umano, sulla ricerca personale e sul valore dell’esperienza come forma di crescita interiore. Attraverso una narrazione che intreccia emozioni, luoghi e memoria, *“La vita come un’opera d’arte”* invita il lettore a considerare la propria esistenza come un percorso creativo, fatto di incontri, scelte e trasformazioni.La presentazione alla Camera dei Deputati ha rappresentato un importante riconoscimento culturale per l’opera. All’iniziativa hanno preso parte rappresentanti delle istituzioni e del mondo editoriale, tra cui l’onorevole Gimmi Cangiano, componente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, la giornalista Cristina Benenati de *La Stampa*, il curatore della prefazione Trifone Gargano e l’editore Alessandro Cocco. Successivamente il libro è stato presentato anche a Donori, all’interno del Festival delle Culture Mediterranee “Venti di Pace”, manifestazione dedicata al dialogo tra culture, alla promozione della pace e alla valorizzazione delle identità mediterranee attraverso la letteratura, l’arte e il confronto sociale. La tappa cagliaritana alla Libreria Cocco rappresenta dunque un ulteriore momento di incontro con il pubblico, in un contesto dedicato alla promozione della lettura e della cultura indipendente. L’autore sarà disponibile per il firma copie e per salutare i lettori che vorranno conoscere da vicino il percorso editoriale dell’opera. ...

Vai a tutti i contenuti →