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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Una "antica" bottega da barbiere

I tempi di crisi talvolta producono qualcosa di buono e necessariamente migliorano l’ingegno. Aprire un’attività non è mai semplice, dalla burocrazia al rischio d’impresa. Si fa di tutto per raggiungere un equilibrio fra costi e qualità del servizio. Si cercano sempre soluzioni curiose e ad esempio per un arredamento originale e comodo, funzionale e accogliente non occorrono grandi spese; anzi, con semplici oggetti in legno, rigorosamente riciclati, si possono ottenere prodotti unici di uso comune e perfettamente adatti allo stile di un’antica bottega del barbiere. Per il proprio negozio, Luca Pitzalis di Suelli, con una spesa minima, tanto lavoro e molta fantasia, ha scelto di realizzare un ambiente rigorosamente vintage nel quale accogliere i propri clienti. Da una pedana per gli imballaggi ha realizzato una panca per l’attesa e il bancone, con un piano in vetro nel rispetto delle norme igieniche che prevedono appunto le superfici lavabili per lo spazio destinato alla rasatura, lavaggio e taglio. Casse da frutta, normalissimi listelli che diventano scaffali e suppellettili di ogni genere, cornici e vetrine e ripiani per i numerosi oggetti in uso nel passato. Naturalmente nei muri ci sono le pubblicità d’epoca, cartoline illustrate di marche in uso al tempo del Carosello. Un viaggio all’indietro, di qualche anno, per gli appassionati dell’antiquariato e naturalmente della cura per il volto. Giovanni Contu ...

Presentato il libro “Cuori nel pozzo” di Roberta Sorgato

Cuori nel pozzo è un bel racconto: storie di miniera e di povertà, di uomini e di forti flussi migratori indirizzati soprattutto verso le grandi miniere nere del Belgio. L’Italia tremendamente devastata e impoverita dal secondo conflitto mondiale agli inizi degli anni cinquanta del secolo scorso offriva ben poco. Solo l’opportunità di cercare fortuna altrove. La meta preferita era il Belgio con i suoi enormi bacini carboniferi: “Uomini in cambio di carbone” recita nella sua didascalia il libro. Uomini costretti a durissime condizioni lavorative e a subire trattamenti fortemente discriminatori da parte delle popolazioni locali. Condizioni di vita e sanitarie disumane che generavano tra i giovani minatori un altissimo tasso di mortalità e patologie specifiche e irreversibili quali la silicosi. Un vero e proprio dramma nato in seguito ai patti stipulati tra l’Italia di De Gasperi e il Belgio per cui la penisola avrebbe ottenuto carbone a un prezzo di favore in cambio di uomini per il lavoro in miniera. Oltre centoquarantamila furono gli italiani che tra il 1946 e il 1963 presero la via del Belgio. Per molti fu un viaggio di sola andata. I nostri connazionali morti in quelle miniere furono ben 867 su un totale di 1126 vittime. L’8 agosto del 1956 ci fu l’immane tragedia di Marcinelle con 262 vittime delle quali ben 136 di nazionalità italiana. Sei mesi prima, l’8 febbraio dello stesso anno, muore invece nel crollo di una galleria assieme ad altri sette italiani nella miniera di Rieu du Coer Nanni Sorgato, veneto, trent’anni padre dell’autrice. Il ricordo delle vittime veniva affidato quasi esclusivamente alle famiglie perché l’Italia e le istituzioni spesso e volentieri, dimenticandoli, avevano a lungo cinicamente tenuto questi uomini in conto figliastri. Un libro essenzialmente autobiografico che l’autrice Roberta Sorgato propone attraverso la stretta collaborazione con l’assessore Rosalba Onnis quale primo appuntamento del nuovo anno accademico dell’Università della Terza Età. Alta l’attenzione del numeroso pubblico intervenuto nell’aula consiliare del comune di Arbus e d’altronde non potrebbe che essere così per chi ha radici così profonde con la miniera, per chi ama leggere e ascoltare testimonianze di vita vissuta, per chi ha perso persone care  che hanno consumato la loro esistenza, a volte troppo breve, per guadagnarsi un tozzo di pane. «Orgogliosa e onorata di essere qua - dice l’autrice in premessa - I minatori sono eroi, persone speciali molti dei quali hanno fatto dono del loro cuore rimasto intrappolato in fondo al pozzo». Cuori nel pozzo rievoca la durissima realtà degli emigrati italiani nelle miniere di carbone del Belgio costretti, quasi emarginati, a trovare alloggio in misere baracche strappate qualche anno prima ai campi di concentramento nazisti. Un omaggio rivolto ai tanti che consumarono la loro esistenza fino al sacrificio estremo per amore e per garantire quel “pezzo di pane ...

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