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La lettera pastorale del vescovo Roberto Carboni

A circa un anno e mezzo dalla sua consacrazione il vescovo della diocesi di Ales- Terralba monsignor Roberto Carboni ha scritto la sua prima lettera pastorale pubbliacta in un elegante libro: “Viva – efficace – tagliente”.  Tre parole molto significative per parlare della parola di Dio, che richiamano i fedeli a una lunga riflessione sulla libera scelta di essere cristiano. Il vescovo in occasione delle sue celebrazioni nelle diverse parrocchie della diocesi durante l’omelia ha sempre spiegato con singolare semplicità cosa comporta essere cristiani. Nel giorno della consacrazione della chiesa di Santa Barbara a Gonnosfanadiga aveva illustrato l’importanza dell’altare, del portone d’ingresso, dell’ambone definendolo “la mensa della parola”. I fedeli lo avevano ascoltato con attenzione per come era riuscito a testimoniare la parola di Dio. La lettera pastorale del Vescovo è ricca di contenuti e va letta con attenzione magari facendosi aiutare dai sacerdoti. Monsignor Roberto Carboni scrive: “Ogni lettera pastorale che un vescovo scrive è un po’ come una bottiglia con messaggio gettata nell’oceano. Si spera che qualcuno la raccolga, legga il messaggio e si senta coinvolto e spinto a rispondere, a cercare un dialogo con l’autore”. Formuliamo gli auguri per il suo cinquantanovesimo compleanno. Francesco Zurru Lettera ai cristiani della diocesi per un discernimento illuminato dalla Parola di Dio Anno Pastorale 2017-2018 “Quando si fa sera, voi dite: bel tempo perché il tempo rosseggia; e al mattino: oggi burrasca perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?” (Matteo 16,2‐3). “Allo stesso modo anche lo Spirito viene in aiuto alla nostra debolezza, perché nemmeno sappiamo che cosa sia conveniente domandare, ma lo Spirito stesso intercede con insistenza per noi, con gemiti inesprimibili; e colui che scruta i cuori sa quali sono i desideri dello Spirito, poiché egli intercede per i credenti secondo i disegni di Dio” (Romani 8,26-27) "La parola di Dio è viva, efficace e più tagliente di ogni spada a doppio taglio; essa penetra fino al punto di divisione dell’anima e dello spirito, delle giunture e delle midolla e scruta i sentimenti e i pensieri del cuore" (Ebrei 4,12)  “Lampada per i miei passi è la tua parola, luce sul mio cammino» (Salmo 119,105) Ai presbiteri, ai diaconi, alle religiose e ai religiosi, a tutti i cristiani, uomini e donne attratti e illuminati dalla Parola di Gesù, salvati dal Suo amore nella croce guidati dalla Sua Parola di Verità, lungo la Sua Via, per ricevere la Sua Vita. . In dialogo Questa lettera non nasce di getto. Mi sono deciso a scriverla, carissimi cristiani, presbiteri e laici, diaconi e religiose, spinto dai tanti momenti di ascolto e incontro formale e informale durante quest’anno e mezzo trascorso in Diocesi. Attraverso le vostre storie, le parole, i suggerimenti, la condivis ...

Vendemmia: drastico calo della produzione

Ci sono generazioni differenti a confronto, numerosi oggi in età matura l’hanno conosciuta in piena efficienza, i giovani trentenni e quarantenni conservano un ricordo di gioco e festa della vendemmia che animava i mesi di settembre ed ottobre mentre le nuove generazioni possono solo sentire i racconti ma tutti hanno sotto gli occhi la struttura enorme, oggi chiusa e sotto la responsabilità di un curatore fallimentare, che negli anni d’oro che furono era conosciuta come la cantina più grande d’Europa. La vendemmia era lavoro, per tanti, l’estensione di vigneti nelle campagne serramannesi e non solo era di centinaia e centinaia di ettari, oggi l’estensione è decisamente minore, ma la tradizione della vendemmia non si è persa, continua grazie a tutti quegli imprenditori agricoli e piccoli coltivatori che credono e si appassionano alla coltivazione della vite. La vite che così piccola e apparentemente fragile produce un frutto, l’uva, che dalle specie più differenti, prima raccolta, deraspata poi pigiata fermenta e si trasforma in vino. Un processo che racchiude in se un fascino incantevole agli attenti osservatori. La vendemmia non è mai la stessa, ogni annata è differente influenzata dal clima e dagli agenti atmosferici, si alternano stagioni produttive altre meno. La stagione 2017 ha registrato complessivamente in tutta Italia un calo drastico della produzione a causa del clima siccitoso congiuntamente ai danni provocati dalle gelate del mese di aprile, che hanno ferito e reso improduttivi numerosi vigneti. Nel Campidano, molti vigneti non sono stati interessati dalle gelate primaverili ma le elevate temperature e l’assenza prolungata di piogge hanno ridotto la produzione e reso necessario anticipare significativamente la raccolta. Meno fortunate le aree della Marmilla e Trexenta mentre addirittura nel Sarcidano, dove non cade una goccia d’acqua dal 22 marzo scorso, non solo si è seccato il frutto ma numerose viti non hanno resistito alla siccità. Vendemmia che mediamente è volta al termine intorno al 20 di settembre, con un mese di anticipo rispetto alle annate tradizionali, con una produzione che a Serramanna si è attestata in calo tra il 35% al 40%, ma di ottima qualità, che lascia sperare in un’altrettanta produzione di buon vino, ma ogni giudizio è prematuro, soltanto dopo l’estate di San Martino, quando come ricorda il proverbio “tutto il mosto si fa vino” si potrà degustare il primo vino novello. Elena Fadda   ...

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