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Premiato il tenore Alessandro Scanu
Da trentasei anni, l’associazione dei Sardi di Roma “Il Gremio” organizza una imponente manifestazione culturale denominata “ Sardegna incontra Roma”, ubicata ogni anno in quartieri diversi. Quest’anno è stato scelto il quartiere Montesacro all’interno del Mercatino Conca d’Oro. Un famoso mercatino di oggetti antichi di ogni genere. Nell’ambito dei momenti musicali il tenore guspinese Alessandro Scanu ha dato il benvenuto ai visitatori cantando il famoso brano che proprio quest’anno ha compiuto i cento anni: “A Diosa” meglio conosciuta come “Non Potho reposare”. Il tenore di Guspini ha presentato il suo “recital” di melodie della Sardegna “…In…Cantos de Terra mia”, ha offerto al numeroso pubblico le più belle melodie del repertorio popolare dell’isola da “Non potho reposare” a Badde lontana, dl Deus ti Salvet Maria a Nanneddu meu, strappando qualche lacrima di nostalgia agli emigrati sardi. Giuseppe Tedeschi, già collega di Alessandro Scanu al Teatro dell’Opera di Roma, ha annunciato in anteprima l’uscita del libro autobiografico di Scanu “Oltre un sogno”. Al termine della manifestazione ad Alessandro Scanu, insieme ad altri personaggi che han dato lustro alla Sardegna con le loro produzioni, è stato consegnato il “Premio l’Isola che c’è”, consistente in una preziosa scultura del ceramista Giovanni Pulli. Un ambito riconoscimento alla carriera di ciascun premiato. ...
Leggi di piùIl precariato senza futuro e senza diritti
Quattro giorni per ragionare di sviluppo e disoccupazione. «Il lavoro di questi giorni è una tappa che non darà subito risultati ma col tempo si potranno avere», ha affermato mons. Filippo Santori, nel sintetizzare la settimana sociale dei cattolici italiani, tenutosi dal 26 al 30 ottobre. Alle due giornate conclusive sono intervenuti sia il presidente del consiglio dei ministri Paolo Gentiloni sia Antonio Tajani, presidente del parlamento europeo. Il mondo ecclesiale ha espresso preoccupazione soprattutto per quella generazione, ormai non più verde, che il lavoro non l’ha mai visto. E Gentiloni ha raccolto l’appello: <Il precariato senza futuro e senza diritti è una delle più gravi ferite della nostra società». Per Antonio Tajani «la crisi economica sta migliorando, ma ancora esistono divergenze tra le regioni e disuguaglianze sociale». Entrambi hanno posto l’accento sulla ripresa economica, ma bisogna aspettare che alcune ferite ancora aperte si cicatrizzino, tra queste quella del lavoro. «Per il lavoro che vogliamo, libero, creativo, partecipativo e solidale», ha affermato mons. Filippo Santoro, «sono state messe le basi per preparare un patto sul lavoro concreto che tuteli il pieno rispetto della persona». Sia a Gentiloni sia a Tajaiani sono stati consegnati un documento con le richieste concrete su sviluppo e lavoro. Claudio Castaldi ...
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