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Emozioni e Cherofia

All’interno della comunità scientifica la psicologia ha sempre dovuto lottare per affermarsi in modo “scientifico”, osservabile, oggettivo e quindi universalmente indagabile  trasformando in dati tutto ciò che è dentro la nostra mente. Un processo di identificazione della psicologia  lungo e sempre in essere: molte problematiche come la violenza, le dipendenze, la gestione delle disabilità nella vita quotidiana, l’atteggiamento verso la vita, le malattie psicosomatiche, le patologie stress-collegate, la psicofisiologia, tutto ciò che riguarda il rapporto mente- corpo - ricerca è stato reso “osservabile”per essere appunto annoverato tra le materie scientifiche, per avere un “fondamento”. Un processo lungo perché la psicologia nasce dalla filosofie che  si è da sempre occupata di indagare e spiegare l’animo umano. E sempre per mano di filosofi come David Lewis che nasce la definizione di Folk Psychology, ovvero quel filone della psicologia popolare o del senso comune che si occupa dei comportamenti delle specie in base a precise “regole” semplicistiche e a volte banali  assimilate nel corso dell’evoluzione. Quando dobbiamo spiegarci una certa azione di un altro individuo, tendiamo ad attribuirgli credenze e desideri con un preciso contenuto, che in realtà non è puro, è viziato dal nostro modo di vivere: “sicuramente è andata cosi; son sicuro; io farei così; son certo abbia ragionato così”, in base alle regole assimilate in famiglia o in gruppi di appartenenza. Ogni volta che qualcosa non va secondo le nostre previsioni, solitamente diamo la colpa a fattori vari: dal tempo all’oroscopo, dalla sfortuna al malocchio fino all’universale “magari è l’eccezione che conferma la regola”. Come ogni teoria approvata dal “senso comune” esistono degli estremismi che portano a stati patologici fobici/ansiosi, non sempre classificati sui manuali scientifici: la cherofobia è una di questi, la paura di essere felici. L’individuo in questione ha spesso paura di partecipare ad attività che molti potrebbero trovare divertenti o teme di essere felice; i pazienti si giustificano con frasi come “e ma se son felice mi succederà qualcosa di brutto; la felicità ti rende una persona cattiva o peggiore, lussuriosa e godereccia; dimostrare che sei felice farà male a me o ai miei cari; cercare di essere felici è uno spreco di tempo e fatica, meglio la tranquillità; non gioisco per scaramanzia; dopo la gioia arriva la tristezza”. Chi ragiona così ha spesso subito un trauma fisico o emotivo passato (aborti, malattie, delusioni, separazioni, abbandoni, molestie o violenze, discriminazioni, crudeltà, perdite importanti); le terapie più efficaci sono solitamente quelle che correggono i processi cognitivi offrendo al paziente cambiamenti comportamentali, le tecniche di rilassamento, respirazione profonda, la meditazione, esercizi di role playing, l’utilizzo del diario, porsi obiettivi raggiungibili e sopr ...

La Statale 195 interrotta dalla piena d'acqua di questa mattina

Le immagini della foto sono eloquenti: la furia dell'acqua ha slavato il terreno e il soprastante asfalto divorando alcuni metri di strada e bloccando, di fatto, il traffico e i collegamenti lungo la Ss 195 che da Cagliari collega a Capoterra e Pula proprio nei pressi del pontile dell'ex Rumianca. Sul posto le forze dell'ordine e numerosi curiosi. In pratica è come se si fossero unite la adiacente laguna Santa Gilla con il vicino mare distruggendo il lavoro fatto negli anni dall'uomo. Alla furia della Natura è quindi seguita la decisione di chiudere al traffico la statale a partire dall'uscita di Cagliari (Ponte Sa Scafa). Per chi da Cagliari dovesse recarsi verso Capoterra, Poggio dei Pini o Pula, la strada percorribile è quella passando dalla 130, girare verso Assemini lungo la Sp2 e quindi prendere la Dorsale consortile di Macchiareddu svoltando successivamente verso la Sp1 in direzione della Casa circondariale di Uta. D'obbligo la prudenza.   ...

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