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Scambi culturali finalizzati allo sviluppo del turismo: il presidente Michele Pais incontra una delegazione portoghese
di Gianni Vacca ______________________ Incontro bilaterale tra il presidente del Consiglio regionale Michele Pais e una delegazione del comune portoghese di Setubal: oggetto dell'incontro il progetto Future of Europe Reloaded. Fanno parte del progetto inserito nell' Erasmus Plus , oltre a Italia e Portogallo anche Bulgaria, Spagna, Macedonia, Polonia e Romania. Il presidente del Consiglio Michele Pais ha incontrato una delegazione del Comune portoghese di Setùbal che partecipa al progetto europeo “Future of Europe Reloades” nel settore degli scambi culturali finalizzati allo sviluppo del turismo. Il Presidente, assieme al consigliere Francesco Mura che come Sindaco di Nughedu Santa Vittoria partecipa al progetto, ha illustrato brevemente agli ospiti le competenze e le funzioni del Consiglio regionale come parlamento della Regione autonoma della Sardegna, soffermandosi poi sulle problematiche del turismo, risorsa economica importante per comunicare anche il messaggio culturale e identitario rappresentato dalle tante specificità dei territori costieri ed interni. [caption id="attachment_52084" align="alignnone" width="284"] Michele Pais, Presidente del Consiglio regionale[/caption] Del progetto, inserito nel programma Erasmus Plus, fanno parte oltre ai Comuni di Setùbal (Portogallo) e Nughedu Santa Vittoria (Sardegna, Italia) quelli di Aksakovo (Bulgaria), Monserrat (Spagna), Shtip (Macedonia), Ozarowi Matzowieski (Polonia), e Victoria (Romania), le cui delegazioni soggiorneranno in Sardegna per una serie di incontri istituzionali fino a venerdì prossimo 6 settembre. A conclusione dell’incontro, il presidente ha donato lo stemma della Regione sarda alla rappresentate del Comune di Setubal Susana Ullrich. ...
Leggi di piùRischio automazione: in Sardegna innovazione, creatività e relazioni umane battono i robot
di Maurizio Onidi ________________________ Non è vero, almeno in Sardegna, che i robot rubano il lavoro agli addetti . È ciò che emerge dall’analisi dell’ufficio studi di Confartigianato Sardegna, sui dati del 2018 di Istat e OCSE, sul rischio automazione nelle imprese sarde e sul relativo “sistema immunitario”. Secondo il dossier, nell’Isola, su un totale di 212.670 addetti che operano nelle attività produttrici, solo il 25,1% (71.118 lavoratori) sarebbe a “rischio automazione”; la percentuale arriva al 35,6% nelle imprese artigiane (22.277 addetti su 62.560). A ciò si contrappone una situazione nella quale il sistema imprenditoriale sardo avrebbe robusti “anticorpi”, ovvero dodici variabili legate ad aspetti dell’innovazione, formazione, creatività e relazione dalle quali dipende il grado di immunità al rischio automazione. Infatti, in base allo studio, che va considerato come puramente previsionale, in Sardegna, l’uomo sarà sempre in grado di vincere sul robot in quelle attività caratterizzate da relazioni interpersonali (turismo, creatività e cultura) e da una elevata diffusione, qualità ed efficacia del sistema formativo e orientamento all’innovazione. [caption id="attachment_51994" align="alignleft" width="200"] Antonio Matzutzi, presidente Confartigianato Imprese Sardegna[/caption] «Quello dell’automazione al posto del lavoro manuale, è un mantra che, giustamente, si sente spesso ripetere», commenta Antonio Matzutzi, presidente di Confartigianato Imprese Sardegna «visto l’impatto che la tecnologia ha avuto dalla fine del ‘700 a oggi nell’impiego di manodopera umana. Allo stesso modo», continua il presidente dell’associazione artigiana «l’automazione pende come una spada di Damocle sulle sorti delle piccole medie imprese sarde, che però hanno gli anticorpi». Mettendo in relazione il livello del rischio automazione con la forza del sistema immunitario, la Sardegna risulta caratterizzata da un basso livello di rischio e da un livello medio di anticorpi. In altre parole, quelle dodici variabili economiche legate a innovazione, formazione, creatività e relazione hanno raggiunto un livello tale da “salvaguardare” il territorio dal rischio che la macchina possa sostituire il lavoro dell'uomo. Gli indicatori utilizzati sono il tasso turisticità, attività brevettuale, capacità di esportare, presenza di startup, imprese registrate coinvolte in contratti di rete, quota di giovani che hanno frequentato corsi di formazione, istruzione universitaria, successo formativo, copertura banda ultra larga, condizione occupazionale dei laureati, imprese con attività innovative e occupazione del sistema produttivo culturale e creativo. «La rapidità degli sviluppi scientifici e informatici», rimarca Matzutzi, «sta portando a una trasformazione digitale dei sistemi produttivi, con risvolti positivi in termini di innovazione, ma anche inevitabilmente negativi, come la sos ...
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