Cgil, Cisl, Uil e i sindaci del Medio Campidano vogliono la provincia
di Gian Luigi Pittau ____________________ «Non vogliamo essere considerati cittadini di serie B. Il Medio Campidano e la Marmilla hanno diritto ad avere la provincia ma anche una propria Asl e servizi sanitari, attenzione per le scuole come altri territori disagiati della Sardegna». È questa la voce unanime dei sindacati territoriali Cgil, Cisl e Uil, dei 28 sindaci delle tre Unioni dei Comuni che si sono già riuniti insieme a Setzu per rivendicare questi diritti in un quadro regionale in cui si parla della rinascita delle province del Sulcis, della Gallura e dell’Ogliastra, ma non di quella del Medio Campidano. Sindacati e primi cittadini chiedono un’audizione urgente alla commissione Autonomie del consiglio regionale della Sardegna presieduta da Pierluigi Saiu e all’assessore regionale Quirico Sanna che ha manifestato diverse perplessità sull’eventuale ricostituzione della provincia del Medio Campidano. A guidare la rivolta ci sono i 28 primi cittadini guidati dai sindaci Roberto Montisci, Antonello Ecca e Celestino Pitzalis, presidenti rispettivamente dell’Unione dei Comuni “Terre del Campidano”, “Dune di Piscinas” e “Marmilla”. «Non possiamo accettare questo disegno di riordino - tuona Roberto Montisci, sindaco di Sardara - che emargina il nostro territorio. Siamo pronti a combattere con tutte le nostre forze. Ci siamo già riuniti a Setzu, il Comune più piccolo della ex provincia del Medio Campidano, il prossimo incontro sarà a Villacidro». [caption id="attachment_62465" align="alignleft" width="301"] Roberto Montisci, sindaco di Sardara[/caption] L’IRA DEI SINDACI Così il territorio dei 28 comuni che facevano parte della ex Provincia del Medio Campidano è compatto e coeso. «Non siamo - affermano Roberto Montisci, Antonello Ecca e Celestino Pitzalis - un’invenzione geografica e non certo un ostacolo di nessuna delle istanze territoriali che stanno emergendo dalle diverse aree della Sardegna coincidenti con le ex Province. Abbiamo una visione comune e lo abbiamo dimostrato presentando in maniera unitaria, grazie all’impegno delle tre diverse Unioni dei Comuni, in un progetto di crescita del territorio da concretizzare attraverso lo strumento del Contratto di Sviluppo Istituzionale. Abbiamo dato una prova di pragmatismo e di maturità istituzionale tutt’altro che scontata e che può dare la misura di quanto questo territorio si identifichi in maniera unitaria attraverso la sua capacità di raccogliere le istanze di cittadini, forze sociali e comparti produttivi, per trasformarle poi in una visione condivisa orientata alla crescita culturale, economica e quindi sociale». [caption id="attachment_62467" align="alignleft" width="297"] Gabriele Virdis della Cgil[/caption] I SINDACATI Sono pronti a scendere in piazza anche i sindacati. «È ora di finirla con questi scippi - rimarca Gabriele Virdis sindacalista della segreteria della Cgil della Sardegna Sudoccidentale - siamo il territorio più po ...
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