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Sanluri. Tragedia alle scuole elementari: addio a Maestro Cristian
È morto questa mattina Cristian Curreli, 47 anni di San Gavino, insegnante di sostegno alla scuola primaria di Sanluri. Un infarto fulminante non gli ha lasciato scampo, l’uomo si è accasciato a terra, in classe, mentre preparava la LIM per la lezione. Fortunatamente, nessun bambino era presente al momento del malore. I soccorsi, seppur immediati, si sono rivelati inutili. Con questo messaggio, pubblicato nel sito dell’Istituto, la Dirigente, il corpo docente e tutto il personale scolastico si stringono attorno al dolore della famiglia e salutano l’amato collega: “Quando sei arrivato nella nostra scuola abbiamo riconosciuto un Angelo in te. Poi ti abbiamo conosciuto e abbiamo sperimentato la tua bontà, la tua grande umanità, la tua gioia, che hai trasmesso a tutti noi rendendoci migliori. Sei volato via così, in silenzio e discrezione. Continua a stare vicino a noi. Ciao Maestro Cristian, ti vogliamo bene. I bambini, i docenti, la Dirigente, tutto il personale dell'Istituto Comprensivo sono vicini alla famiglia in questo momento di grande dolore”. Fabiola Corona ...
Leggi di piùIl professor Toto Putzu nel ricordo affettuoso e riconoscente di una sua allieva
di Simona Simbula ____________________ Dopo ben ventiquattro anni della mia vita da studentessa, mi volto indietro e ritrovo i ricordi più belli, le avventure più eccitanti e le esperienze più incisive: la psiche fa una cernita efficace e decide ciò che va conservato e ciò che va rimosso... Oggi, l'insegnante sono io, e sono tante le figure cui devo la mia formazione, ma alcune, in particolare, spiccano su tutte e non ringraziare di averle incontrate sarebbe un sacrilegio. Un cardine fondamentale, per me, è stato Toto Putzu, l'uomo più strano e controverso, gigantesco nell'animo quanto esile in apparenza, la prova vivente che, per plasmare giovani menti e affascinare quelle non più giovani, muscoli e avvenenza niente possono, al cospetto di un intelletto smisurato. [caption id="attachment_77516" align="alignleft" width="499"] Classe III D, anno scolastico 1989-90[/caption] Queste parole sono per lui, con gratitudine e affetto immutato dopo la bellezza di quasi trent'anni: da docente ho cercato invano di somigliargli, da studentessa lo ringrazio per aver condiviso con me una parte del suo sapere, come donna gli devo la capacità di pensiero critico che ha iniziato a prendere forma a partire dal nostro incontro. Ho scritto velocemente e sotto la spinta di grandi emozioni, forse malamente, ma non sarebbe lo stesso se "limassi" via le inesattezze dal brano... lo lascerò così, sperando che appaia come ciò che è: un piccolo tributo a una grande persona con cui sarò per sempre in debito. Buona lettura, prof... spero si riconosca e che apprezzi il tentativo: come il Leopardi, nemmeno lei può essere definito da banali descrizioni. Un abbraccio forte. Simona, III D, anno scolastico 1989-90 "Gli anni gloriosi del mio liceo coincisero coi tempi dei paninari, dei dark, e dello studio "serio ma non troppo", quando, cioè, si studiava tanto, esercitando la memoria e il ragionamento, e, spesso, avevamo, io e i miei coetanei, tanti di quei compiti per casa da metterci le mani nei capelli. Le ricerche, ad esempio, si facevano ancora in cartaceo, con fatica e in bella grafia, dopo aver reperito le informazioni nella biblioteca comunale, sui vecchi libri di parenti e amici, o sull'enciclopedia faticosamente acquistata a rate dai genitori. Ero fortunata: molti dei miei amici erano finiti nei corsi "critici", quelli con gli insegnanti "di ruolo", che difficilmente avrebbero lasciato la cattedra prima della fine della carriera. Oggettivamente, sentivo parlare di mostri sacri il cui solo cognome era capace di incutere un terrore profondo: c'era quella di greco e latino del ginnasio, per dirne una, che ad ogni scrutinio falcidiava sistematicamente un numero altissimo di vittime; e c'era quella di matematica che aveva fatto, dell'affibbiare tre e quattro nel registro, la sua attività preferita. Per quanto fossi motivata, curiosa e in grado di studiare produttivamente, ero fermamente persuasa che la sorte avesse voluto favorirmi quando venni inclusa ...
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