"S’ollu de stincu", ottenuto dalla piccola bacca del lentischio, sta diventando la regina delle profumerie. Le sue bacche nere , dopo la raccolta vengono spremute per ottenere un olio fortemente aromatico. L’industria cosmetica e quella farmaceutica si sta avvicinando a questo prodotto con rinnovato interesse tanto da innescare un business. Molti giovani si stanno dedicando alla raccolta. Il prodotto viene acquistato da privati che provvedono a consegnare il prodotto lavorato alle ditte di cosmetici, successivamente le bacche vengono trasformate in olio per essere mischiato al sapone prodotto in casa o semplicemente come profumo per il corpo.
Ivan Atzori e Alberto Vacca sono due giovani di Guspini che si dedicano alla raccolta della bacche di lentischio, lungo l’antica strada de Nabui.
«Raccogliamo le bacche che poi vengono spremute per ottenere un olio fortemente aromatico - spiegano Ivan e Alberto mentre raccolgono le preziose bacche - Fino al secolo scorso era l’olio dei poveri, malgrado avesse un gusto molto forte. Oggi, invece, è un prodotto di nicchia. La resa delle bacche di lentisco è molto bassa, servono infatti dai 12 ai 15 chili di bacche per produrre un litro d’olio”.
L’olio ottenuto si utilizza in ambito alimentare. L’essenza dell’olio ha anche doti curative, in passato era utilizzato come antinfiammatorio per uso esterno (ferite, ulcere, ustioni, e piaghe di vario tipo).
La filosofia di Ivan e Alberto è semplice: “Tutto può essere trasformato in lavoro onesto, recuperare le tradizioni e gli usi dei nostri avi, in questi tempi di crisi, ci permette di vivere. Riscoprire non solo le pratiche ma anche i prodotti permette di sbarcare il lunario e tirare avanti”.
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