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In questa categoria troverai tutti gli articoli scritti fino Marzo 2026

Marina di Sorso, sequestrato un cantiere forestale

A seguito di un controllo sulle attività selvicolturali in atto nella pineta della Marina di Sorso, effettuato dal personale del Corpo forestale del Servizio Ispettorato di Sassari, coadiuvato dalla locale Stazione forestale, è stato disposto il sequestro dell’intera area dei lavori (ricadenti nei “blocchi” 32 e 33) per una superficie complessiva di circa 20 ettari. L’intera area (circa 352 ettari) è ricompresa all’interno del sito di interesse comunitario (SIC) ITB010003 “Stagno e ginepreto di Platamona”. La gran parte dei terreni (circa 274 ettari) appartengono a Accademia SGR, una Società di Gestione del Risparmio Italiana specializzata nella promozione e gestione di Fondi Immobiliari, del Gruppo Banca del Sempione. Il progetto complessivo del piano di gestione selvicolturale pluriennale prevedeva diradamenti finalizzati alla conservazione, manutenzione e miglioramento del popolamento forestale del pino domestico, da attuarsi attraverso il prelievo di una parte minoritaria del soprassuolo forestale. L’attività era stata autorizzata dal Corpo forestale e dal SAVI (Servizio di valutazione ambientale), secondo le previsioni progettuali e prescrizioni ben precise. Prescrizioni, completamente e gravemente disattese dalla ditta esecutrice dei lavori. Nel corso delle attività di controllo, eseguite nella giornata del 13 gennaio, il personale del Corpo forestale ha riscontrato gravissime difformità rispetto a quanto autorizzato. In particolare per quanto attiene al numero delle piante abbattute e ai conseguenti quantitativi di legname. Secondo una prima stima, rispetto a quanto previsto in progetto, sarebbero state abbattute piante per un equivalente in peso quasi doppio, su una superficie di circa 20 ettari. Inoltre, non sarebbero state rispettate le linee di indirizzo relative all’accantieramento dei lavori, con l’uso improprio dei mezzi nel sistema dunale per favorire il passaggio e l’esbosco e la mancanza totale di una direzione dei lavori. Il Direttore del Servizio Ispettorato di Sassari, Giancarlo Muntoni, che ha coordinato personalmente l’intervento dei Forestali, ha dichiarato: ”L’intera area è classificata come di rilevante interesse paesaggistico e, in quanto tale, sottoposta a vincoli di tutela dal Piano Paesaggistico Regionale (PPR) e da quelli imposti per le aree SIC, oltre che dal D.lgs n. 42/2004. Abbiamo riscontrato gravi inadempienze nella esecuzione dei lavori e evidenti difformità a quanto previsto in progetto e autorizzato dalle competenti istituzioni. L’obiettivo della tutela del territorio, sotto l’aspetto ambientale, è a garanzia della salvaguardia della salute e di uno sviluppo sostenibile. Non può essere accettata una attività antropica sull’ambiente, come quella posta in essere a Platamona, che non sia più che rispettosa degli indirizzi e delle buone pratiche selvicolturali”. Seguirà la notizia di reato alla competente Autorità giudiziaria, con l’individuazione dei di ...

Ripresa economica: la Sardegna rischia di mancare l’appuntamento secondo uno studio della Cna Sardegna

Da uno studio della Cna Sardegna che misura l’impatto economico della crisi sulle diverse componenti del Pil regionale si evince che il 2020 potrebbe essersi chiuso nell’isola con un risultato meno negativo rispetto alla media nazionale (- 8,6% del Pil contro una media del -10% rispetto al 2019) ma nel 2021 si attende un crollo: + 1% contro una media nazionale del +3,2%. Nel biennio 2020-2021 l’isola potrebbe far registrare uno dei risultati peggiori:- 8,9% rispetto al 2019 Turismo: tra gennaio e settembre 2020 sono crollati del 63% gli arrivi stranieri, il calo degli arrivi nazionali è stato solo del -2%. Tra giugno e ottobre 2020 quasi un’impresa sarda su cinque (19,1%) ha subito perdite superiori al 50% del fatturato o non ha conseguito alcun fatturato; il 40% si prepara ad affrontare una crisi di liquidità senza precedenti e il 35% teme seri rischi di tenuta della propria attività. Tra giugno e novembre il 39% delle imprese sarde ha fatto ricorso a nuovo indebitamento bancario (35% la media italiana); il 29% ha ridotto il personale o ha rinviato le assunzioni previste, mentre il 14,1% ha indicato di prevedere riduzioni significative nel primo semestre 2021. La struttura del mercato del lavoro regionale è caratterizzata da una quota elevata di precari (24%) e da alti livelli di disoccupazione giovanile (15% nelle classi di età 24-34 anni). La Sardegna è la quarta regione per incidenza del turismo sull’occupazione e la terza per incidenza del turismo sul valore aggiunto. Il sistema bancario ha registrato nel 2020 la percentuale di crediti deteriorati più alta nel panorama nazionale: c’è il forte rischio di una intensa restrizione del mercato del credito nonostante le aziende siano in forte crisi di liquidità. Critica anche la situazione dell’export: oltre l’80% è rappresentato da prodotti petroliferi raffinati e nel 2021 si attende un calo della domanda di prodotti agroalimentari. Sebbene l’epidemia abbia colpito più duramente le regioni del Nord Italia, le conseguenze dei diversi lock-down (quello nazionale di aprile, quello su base regionale di novembre e quello intermittente del periodo natalizio) e della compressione della domanda interna lasceranno infatti una profonda cicatrice sull’economia regionale. Nonostante un trimestre estivo migliore delle aspettative - in parte grazie alla tenuta della domanda turistica nazionale (tra gennaio e settembre, il calo degli arrivi di connazionali nelle strutture ricettive è stato solo del -2%, contro il -63% degli stranieri) - consenta di migliorare leggermente le previsioni sulla caduta del Pil per il 2020. «Nonostante un trimestre estivo in grado di dare un po' di respiro a molte attività economiche regionali messe in ginocchio dal lock-down di marzo-aprile», commentano Pierpaolo Piras e Francesco Porcu, presidente e segretario regionale della Cna Sardegna «Anche escludendo nuovi lock-down generalizzati e il verificarsi di una nuova ondata epidemica, la ...

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