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Muore per overdose un quarantasettenne cagliaritano

Redazione __________________________ Intorno alle 17 di oggi  i carabinieri del Nucleo radiomobile della Compagnia di Cagliari sono Intervenuti in via Cinquini, quartiere di Sant’Avendrace, dove era stato segnalato poco prima il corpo senza vita di un uomo. Giunti sul posto, hanno trovato, riverso per terra,  un corpo senza vita di un  cagliaritano di 47 anni. Sono intervenuti  i sanitari del 118. La causa del decesso  è  riconducibile a una overdose da stupefacenti. Sul posto è intervenuto il medico legale. Salma è stata trasportata nel policlinico di Monserrato, dove sarà eseguito l’esame autoptico. ...

Sa messa antiga, un rito tradizionale giunto alla decima edizione

di Dario Frau ___________________ Si è tenuta la decima  edizione di Sa Messa Antiga, la mietitura a mano del grano come si faceva una volta. Anche quest’anno la Pro Loco ha  voluto riproporre  un rito e una tradizione che fino a mezzo secolo fa era una prassi comune nell’ attività agricola del paese. [caption id="attachment_49601" align="alignleft" width="600"] Foto di Sara Cannata e Roberto Piras[/caption] Alle 7 in punto, is messadoris, con le spigolatrici, si sono dati appuntamento in Piazza San Giovanni per recarsi  poi, nel campo di grano  prescelto (anche quest’anno  messo  a disposizione, in localtà Bia e Forru,  da Delio Cherchi, un proprietario del paese). Arrivati sul campo, Is messadoris hanno affrontato sa tenta, il fronte da mietere. Con la destra tenevano la falce, con la mano sinistra reggevano su mannugu, il mannello di grano mietuto, che legavano con lo stesso grano, avvolgendolo intorno, e successivamente lo depositavano per terra, uno sopra l’altro. Dopo averne mietuto 6/7, i mannugus, sono stati legati insieme, con alcuni steli delle stesse spighe, formando così sa maghia, il covone. Dietro is messadoris,un ruolo importante  hanno avuto is spigadrixis (le spigolatrici) che raccoglievano le spighe cadute ai mietitori. [caption id="attachment_49603" align="alignleft" width="600"] Foto di Sara Cannata e Roberto Piras[/caption] Qualcuno dei is messadoris, per proteggersi dalle ariste del grano, hanno indossato delle manopole sugli avambracci, is manixibis, e un grembiule, su pannu e ananti e, inoltre, su mucadori, tra il cappello e la nuca per proteggersi dai raggi  del sole e da  su muschittu (moscerini.) A proporre l’iniziativa  è stata la Pro Loco. “Vogliamo mantenere viva questa tradizione per mettere in evidenza sopratutto la cultura e l’economia del nostro paese che si basava principalmente sull’agricoltura: sa messa rappresentava il culmine del ciclo produttivo del grano che coinvolgeva grandi e piccoli, donne e uomini, in una coesione sociale e comunitaria” spiega Dario Lisci il presidente dell’associazione. A metà mattinata c’è stata la sosta per su murzu,  una parca  colazione a base di pane, salumi, cipolle e vino nero. Al termine della mietitura, i partecipanti si sono recati  presso la sede della Pro Loco, nell’antica casa padronale Casa Matta, per la benedizione del grano   ...

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