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Verso le prossime elezioni comunali del 7 e 8 giugno: Guspini al bivio

Il centrodestra ha già scelto il proprio candidato. Il Partito Democratico resta bloccato su una candidatura riproposta come un’imposizione, senza un vero confronto su programmi, r...

Le prossime elezioni comunali di Guspini, fissate per il 7 e 8 giugno, si avvicinano in un quadro politico incerto e tutt’altro che definito. Mai come questa volta la corsa verso il voto restituisce l’immagine di una comunità attraversata da uno spostamento profondo degli equilibri, con un centrodestra già in movimento e un centrosinistra segnato, da una parte, dall’isolamento del Partito Democratico, e dall’altra, dalla vitalità dell’Alleanza per la Sinistra Guspinese, che raccoglie Rifondazione Comunista, Partito Progressista, Sinistra Futura, una parte del gruppo locale di Progetto Sardegna (nonostante il disconoscimento della dirigenza provinciale), settori importanti della società civile, e anche il Movimento 5 Stelle ha deciso di sostenerne la proposta. Il centrodestra di Impari si è mosso per tempo. Ha individuato il candidato sindaco in Simona Cogoni, dell’area di Fratelli d’Italia, partito che alle ultime elezioni regionali ha consolidato a Guspini un risultato importante. Non si tratta di un dettaglio: Fratelli d’Italia ha infatti eguagliato il Partito Democratico in termini di voti (843 contro gli 845 del PD), raccogliendo un consenso che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile. È il segno di un riequilibrio: il Partito Democratico non è più il perno indiscusso del consenso cittadino, mentre la destra ha smesso di essere una presenza residuale.Eppure, continuando ad assumere le ultime elezioni regionali del 2024 come metro di paragone (si tratta dell’appuntamento elettorale più comparabile alle elezioni comunali: candidati locali, e centri decisionali dei partiti prossimi alla realtà comunale), se il dato del Partito Democratico segnala un arretramento, quello del campo progressista nel suo insieme racconta una realtà più viva e articolata. Perché accanto ai voti democratici restano quelli di Rifondazione Comunista, Progressisti, Verdi e Sinistra e Sinistra Futura, forze che continuano a esprimere un radicamento politico a livello comunale. A questi si sommano i consensi di Progetto Sardegna, che alle regionali si presentava in una coalizione contrapposta a quella del PD, e del Movimento 5 Stelle. Si arriva a circa 1300 voti come potenziale di partenza per l’Alleanza per la Sinistra Guspinese. Seppure comparare e sovrapporre il dato delle regionali – che risulta più dispersivo per il maggior numero di liste presenti – con le elezioni comunali – dove invece sono più numerosi i candidati locali – può fornire soltanto un orientamento generico da considerare con prudenza, il nodo politico per il centrosinistra non è l’assenza di uno spazio di consenso elettorale, ma l’incapacità del Partito Democratico di interpretarlo, rappresentarlo e guidarlo.Il PD guspinese, infatti, insiste sulla candidatura del sindaco uscente, Giuseppe De Fanti, proposto alla coalizione di centrosinistra come una scelta già chiusa, non negoziabile né verificabile, da accettare senza discussione. No ...

Referendum, il fronte del No fa tappa a Cagliari: l'iniziativa con Massimo Zedda e Francesca Ghirra

Dalla separazione delle carriere al sorteggio per il nuovo CSM, fino all'istituzione dell'Alta Corte disciplinare: analisi del Testo di legge costituzionale che rischia di indeboli...

Si è svolto venerdì 6 marzo, nel circolo “Sergio Atzeni”, l'incontro di approfondimento sul referendum sulla giustizia organizzato dal Partito Progressista. I lavori, moderati da Matteo Pisu (studente di Giurisprudenza e Senatore Accademico), hanno visto la partecipazione di figure istituzionali e tecniche di spicco: il sindaco della Città Metropolitana Massimo Zedda, l'onorevole Francesca Ghirra, l'assessora Maria Francesca Chiappe e l'avvocato Fabio Pili, che hanno illustrato le ragioni e i temi della consultazione. Proprio dal confronto tra i relatori è emerso come, in un dibattito nazionale spesso inquinato, sia necessario affrontare il tema della riforma in modo lucido e funzionale a rendere ogni cittadina e cittadino consapevole dell’argomento in vista dell’esercizio del diritto al voto. Sotto la lente di ingrandimento sono finiti i tanti punti che la proposta referendaria del Ministro Nordio andrà ad affrontare, spaziando dalla separazione delle carriere con la divisione del CSM, al metodo di sorteggio dei nuovi Consigli Superiori, fino all’istituzione ex novo dell’Alta Corte disciplinare. Si tratta di una riforma che andrà a ritoccare ben sette articoli della nostra Costituzione, ovvero gli articoli 87, 102, 104, 105, 106, 107 e 110. I NUMERI SUI PASSAGGI DI FUNZIONE E IL RISCHIO DEL "SUPER POLIZIOTTO" Durante l'incontro è stato ricordato che ad oggi i magistrati del pubblico ministero e i magistrati giudicanti si formano insieme nell’apposita Scuola Superiore della Magistratura a Scandicci, in provincia di Firenze. Condividono perciò il metodo di formazione e le modalità di accesso, potendo in seguito scegliere quale funzione ricoprire. È inoltre da ricordare che, a seguito della Riforma Cartabia, ogni magistrato può cambiare la propria funzione una sola volta nel corso della carriera, con l’obbligo di cambiare regione. Contestando le motivazioni di questa modifica, si nota analizzando i dati come ad esempio nel solo 2024 vi siano stati soltanto 42 passaggi di funzione su quasi 9.000 magistrati totali, pari a una percentuale dello 0,4%.  Ci si chiede dunque se sia davvero necessaria una riforma che va a intaccare la Costituzione e un organo che di per sé nasce con il compito di garantire l’indipendenza e l’autonomia della magistratura ordinaria, permettendo a ogni magistrato di poter agire in completa serenità in quanto indipendente anche contro il potere politico. Dividere i CSM significa svuotarli e indebolirli, rendendo ogni cittadino più debole di fronte allo Stato; si rischia inoltre un forte squilibrio, in quanto il PM, slegato dalla cultura del giudice, potrebbe trasformarsi in un vero e proprio super poliziotto. IL NUOVO CSM: IL MECCANISMO DEL SORTEGGIOE LO SPETTRO DELL'INGERENZA POLITICA La seconda modifica analizzata nel dibattito è inerente alla riforma sulla composizione dei Consigli Superiori, che attualmente viene disciplinata dall’art. 104 della Costit ...

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