Zuhair ora è a tutti gli effetti un cittadino italiano


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>«Giuro di essere fedele alla Repubblica e di osservare la Costituzione e le leggi dello Stato». È emozionato, Zuhair Abu Touq, in piedi dinnanzi al sindaco, i pratici occhiali a calamita ora al collo, come sempre, ora fissi sul foglio che regge tra le mani. Ancora pochi minuti e nei suoi ricordi quest’aula municipale resterà per sempre impressa come quella in cui è diventato a tutti gli effetti un italiano. «Anche se io mi sento italiano da molto prima dell’11 febbraio- specifica ora, intento ad accendere il forno a legna della sua pizzeria in via Romagnoli - ci tenevo soprattutto per i miei figli. Juri e Fares parlano meglio l’italiano dell’arabo, ma la legge prevede che i figli degli stranieri, anche se nati in Italia, mantengano la cittadinanza dei propri genitori fino ai 18 anni. Solo allora potranno scegliere se conservare la loro o richiedere quella del paese che li ha accolti». Alle spalle di Zuhair, classe 1961, una bella storia di sacrificio e integrazione che dà uno schiaffo a ogni pregiudizio:« Sono nato ad Amman, in Giordania, da genitori palestinesi. A 19 anni ho fatto le valigie e sono venuto in Italia per studiare Farmacia: all’epoca le università giordane non offrivano tante possibilità, ma io desideravo comunque studiare. Da Perugia, dopo un corso intensivo di lingua, fui trasferito a Cagliari. Nonostante le difficoltà iniziali e la lontananza da casa, ricordo con grande piacere i miei studi. Poi - prosegue, più serio - divenne indispensabile che iniziassi a lavorare. Seguire entrambe le attività, avendo Farmacia “obbligo di frequenza” alle lezioni, era diventato impossibile. Per questo ripeto sempre ai miei figli di non smettere di studiare. Non vorrei mai che dovessero rinunciare ai loro sogni come è capitato a me ». Nel 2000, la nuova vita a Guspini e l’apertura dell’attività: « Guspini ci ha accolto a braccia aperte e ormai è casa nostra. Il mio cuore è diviso a metà - interviene la moglie Fairouz, i begli occhi neri contornati dal kajal - tanto che quando torniamo in Giordania dalla mia famiglia sento la mancanza della Sardegna. Siamo musulmani, io porto il velo; essendo Guspini un piccolo centro c’è tanta curiosità nei nostri confronti, ma nessuno ci ha mai mancato di rispetto o fatto sentire indesiderati, strani, diversi. Abbiamo trasmesso ai nostri figli - prosegue Fairouz, mentre dà uno sguardo alla piccola Juri che si affaccia dal retrobottega - l’amore e il rispetto per le proprie origini, ma anche la libertà di scegliere, un giorno, chi vorranno diventare». Francesca Virdis 05fo- zuhair

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