Le imprenditrici della viticoltura sono state invece protagoniste dell'incontro successivo “Le donne del vino”, coordinato da Alessandra Mulliri. Le Donne del vino è anche un'associazione nazionale che oggi conta 700 iscritte. Claudia Pinto, sommelier, lavora con il padre nell’enoteca Vitis Vinifera, nel cuore di Cagliari, dove racconta il vino e i suoi territori con la tipica capacità femminile di trasmettere emozioni. Roberta Porceddu della Cantina Lilliu di Serramanna dove ha il ruolo di amministratrice, responsabile del marketing e delle relazioni esterne, ha rivoluzionato la sua azienda dal 2012 a partire da una particolare attenzione all'accoglienza e ai dettagli. Anche in questo caso il tocco femminile ha saputo fare la differenza,anche in termini di vendite. Francesca Loi della Vitivinicola Alberto Loi di Cardedu dove si occupa di export e marketing e di raccontare la sua azienda oltre mare, tra l'America e l'Asia. “Il connubio donna vino è estremamente elegante, ha detto, le donne sono sempre più protagoniste. Donne e uomini possono migliorarsi a vicenda”. Emanuela Melis della Cantina Eminas di Mamoiada addetta alle vendite e perito agrario che si occupa della parte agronomica della sua azienda conferma: “la donna cura i dettagli, mette passione in tutto quello che fa. Nessuno credeva nella nostra capacità di volare alto ma ce l'abbiamo fatta”.
La riflessione sulla viticoltura locale e sulle sue prospettive è stata al centro, sabato, del convegno “Il Mandrolisai: un vino che racconta un territorio”, coordinato dal giornalista Roberto Ripa. Sono intervenuti Luca Mercenaro, ricercatore Università di Sassari, Mariano Murru, direttore Tecnico Cantine Argiolas, Antonio Manca, enologo Cantina Trexenta, Giuseppe Carrus, vicecuratore guida Vini d’Italia del Gambero Rosso. Nel corso dell'incontro è stato presentato il Dossier curato da Alessandro Dettori dell'Università di Sassari sulla candidatura del Mandrolisai al registro dei paesaggi storici. Inserito recentemente nel registro, il territorio è stato definito storicamente policolturale e fortemente orientato alla viticoltura. Non a caso, al pari del Chianti e del Barolo, la DOC del Mandrolisai è l'unica che porta il nome delle sue terre. Un aspetto questo sottolineato dai sindaci di Sorgono, Giovanno Arru, e Atzara, Alessandro Corona, che hanno dato vita a un momento di condivisione di obiettivi per il futuro del Mandrolisai: ancora una volta quindi, nel corso della due giorni, è tornata l'idea guida alla base di tutta l'iniziativa: l'importanza di strategie e sinergie comuni per promuovere il vino sardo raccontando i territori, e con essi l'intera Isola.
La serata si è conclusa con le premiazioni del V Concorso enologico Wine and Sardinia:
Il Concorso Enologico prevedeva quattro categorie di vini in concorso. I 5 giurati, tra i quali Emiliano Falsini tornati a Sorgono insieme a Francesco Saverio Russo, wine blogger e wine influencer, in occasione del Salone dei Vini, guidati da Luca D’Attoma hanno riconosciuto a 10 etichette anche i diplomi di merito e hanno assegnato quattro premi speciali per un totale di 27 riconoscimenti.
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