Votare: un diritto conquistato con la nascita della Repubblica


di Sandro Renato Garau
  Ieri sera, in Piazza Togliatti, un nutrito gruppo di cittadini di Guspini, invitato dal comitato promotore dei referendum del quale fanno parte quanti credono nella democrazia e nella partecipazione, ha accolto l’invito di aderire all’assemblea pubblica per discutere sui quesiti referendari e sul diritto/dovere del voto. Molti gli interventi e le ragioni sull’importanza di esprimere il proprio voto. A parte le sfumature e le posizioni politiche, si è sottolineato il fatto che partecipare al voto è vita democratica per i cittadini che vogliono contare ancora e decidere. Gli echi degli inviti fatti da alcuni governanti eletti con voto popolare a non ritirare le schede, a non andare a votare o semplicemente a recarsi al seggio a passeggiare, sono stati respinti ai mittenti. Al cronista pare inammissibile che alcune delle principali cariche dello stato dopo essere state elette con voto dai cittadini, invitino gli stessi a non votare. Come ben sappiamo si tratta di cinque quesiti, quattro riguardano le tutele dei lavoratori, e quindi dei nostri giovani e uno la cittadinanza da dare a chi contribuisce con il suo lavoro, le tasse che paga regolarmente, la scuola che frequentano anche regolarmente, alla crescita della nostra società italiana. Votare SI! O votare NO! È necessario per capire se crediamo ancora nella Repubblica nata con il Referendum del 2 giugno 1946 quando si scelse tra Monarchia e Repubblica. Inoltre a Guspini la comunità dovrà rispondere a un sesto quesito: andare con la provincia del Medio Campidano o con quella di Oristano.  Anche in questo caso chi non vota fa scegliere agli altri e non sempre si è contenti quando gli altri ci conducono dove non vogliamo.

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