Villanovafranca, Matteo Castangia: "Mi ripresento per completare il lavoro iniziato cinque anni fa"


Come giudica i suoi cinque anni di mandato? «Sono stati cinque anni entusiasmanti vissuti tutto d’un fiato. Non sono mancate le difficoltà, ma il massimo impegno profuso e l’intento di migliorare la nostra comunità hanno fatto sì che mai ci fermassimo davanti agli ostacoli. Sono stati anni molto impegnativi, ma mi sento di poter dire che   abbiamo raccolto anche tante soddisfazioni». Si ripresenta alle elezioni, a cosa è dovuta questa scelta? «Mi ripresento per completare il lavoro iniziato in questi cinque anni. La nostra amministrazione è riuscita a ottenere importanti finanziamenti regionali: tra i tanti, per fare un esempio, i due milioni di euro per la ristrutturazione di Casa Santa Cruz e la realizzazione della nuova caserma dei carabinieri. Ci riproponiamo per proseguire il nostro progetto per Villanovafranca, che più che mai si merita un’amministrazione giovane, dinamica, aperta al dialogo con la popolazione». Ci può esporre la sua lista? «La lista è composta da giovani e meno giovani che spinti dall’amore per il proprio paese hanno deciso di dedicare parte del loro tempo per il bene della comunità. Una parte della lista è composta da amministratori uscenti che con lo stesso entusiasmo iniziale vogliono continuare un percorso già avviato. Molti candidati, invece, sono delle novità: lavoratori, professionisti, impegnati nell’associazionismo, disposti a mettere le loro competenze al servizio della comunità. Sono sicuro che con il sostegno e la fiducia della cittadinanza, faranno del bene per il paese». [caption id="attachment_76312" align="alignleft" width="431"] Matteo Castangia[/caption] Cosa vuole comunicare il suo simbolo elettorale? «Abbiamo mantenuto come simbolo elettorale il nostro amato nuraghe “Su Mulinu”, incarnazione di continuità tra passato e presente. Tutti i cittadini di Villanovafranca possono sentirsi rappresentati dal quel simbolo. Crediamo che il nostro importantissimo nuraghe possa funzionare da volano per l’economia locale esattamente come accaduto in alcuni paesi vicini. Esso non rappresenta solo un simbolo a cui la nostra comunità è profondamente legata, ma anche uno strumento per creare lavoro e sviluppo nel territorio. Per questo motivo è già allo studio di questa amministrazione la realizzazione di una Fondazione che consentirebbe una gestione più dinamica anche con l’ausilio di quelle figure necessarie alla promozione e, soprattutto darebbe maggiori garanzie agli attuali lavoratori che operano nella cooperativa di gestione, che da 30 anni vivono una situazione di perenne precariato». Quali sono i punti più importanti del suo nuovo programma? «L’emergenza sanitaria che ci troviamo ad affrontare, ha fatto emergere quelle che devono essere le prerogative di un amministrazione comunale virtuosa: la salute è il tema più importante dell’agenda politica. Per questo occorre avere una maggiore attenzione nei confronti dei soggetti sociali più deboli, in particolar modo gli anziani. In secondo luogo, occorre avviare una politica di avvicinamento dei servizi al nostro paese. La realizzazione della nuova caserma dei carabinieri va in quella direzione e, a breve, riprenderemo la collaborazione con studi medici specialistici, al fine di avvicinare il medico al paziente evitando che esso si debba spostare dal paese anche per una semplice visita. Terzo punto, ma non ultimo per importanza, è il lavoro. Sono conscio delle difficoltà, i comuni non hanno mezzi e strumenti per fronteggiare un’emergenza che riguarda l’intera isola, ma è necessario impegnarsi per far sì che le istituzioni attraverso le potenzialità che il paese offre, dal settore eno-gastronomico con le eccellenze locali a quello turistico-culturale, diano una risposta in termini occupazionali. Tutto diventerebbe molto più semplice se venissimo supportati da una legislazione nazionale e regionale che sempre più spesso dà l’impressione di tutelare i grandi trust a discapito delle piccole realtà locali». Ha un messaggio per i suoi concittadini? «Sono stati mesi complicati per tutti, la crisi sanitaria ha cambiato profondamente i nostri stili di vita e le nostre abitudini, occorre continuare nel tenere alta la guardia, sono certo che uniti ne verremo fuori da questo momento particolare, e potremo riprendere le nostre vite serenamente come in passato».

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