Villanovafranca: la Cgil in piazza per il diritto allo studio


di Maurizio Onidi
Foto di Lorenzo Di Biase Da Villanovafranca è partito lo sciopero dei settori della Conoscenza, indetto dalla Flc Cgil, che ha visto il blocco delle attività scolastiche giovedì 31 ottobre in tutta la Sardegna. “Il 31 ottobre la scuola si ferma. Lo sciopero indetto dalla Flc Cgil per l’intera giornata di giovedì in Sardegna si svolgerà con presidi territoriali. Noi abbiamo scelto di far partire la nostra protesta dal piccolo comune di Villanovafranca: nella bassa Marmilla” si legge nel comunicato stampa emesso dalla Flc Cgil Sardegna Sud Occidentale a firma della segretaria generale Silvia Messori. “I comuni di questo territorio hanno, infatti, visto dimezzata la propria popolazione in questi ultimi dieci anni. Il calo delle nascite è nell’Isola più significativo che nel resto d’Italia, già caratterizzata dal cosiddetto “inverno demografico”, con un tasso di natalità di 4,6 nati vivi ogni mille abitanti, a fronte dei 6,4 della media nazionale. Nel 2023 in Sardegna sono nati 7231 bambini segnando l’ennesimo record negativo” sottolineava Silvia Messori, segretaria generale della Flc Cgil Sardegna Sud Occidentale, nel proclamare lo sciopero. “Nella bassa Marmilla, i nati sono stati 62. Sembrano pochi? Potrebbero sembrare pochi ma le proiezioni ci dicono che la Sardegna, tra il 2022 e il 2080, perderà il 51% della popolazione di età inferiore ai quattordici anni, contro il -19,5% del Centro – Nord e, nello stesso periodo, i residenti passeranno dall’attuale milione e mezzo a ottocentocinquanta duemila. I comuni della bassa Marmilla sono 17 e 16 fanno parte di un unico istituto comprensivo, il più vasto d’Italia, quello di Villamar, costituitosi a causa del dimensionamento scolastico 2015/16”. Questa è stata la scelta di razionalizzazione e risparmio per questo territorio. La scuola è per tutti, a parole, una risorsa indispensabile ma nei fatti, continua a essere considerata solo come settore su cui realizzare risparmi anziché i necessari investimenti. Questo trend non si è interrotto neanche l’anno passato visto che il territorio della Sardegna Sud Occidentale è stato falcidiato dal dimensionamento scolastico con la perdita di una scuola su quattro. Proprio per questo motivo, da un piccolo comune di un istituto così complesso, partono le rivendicazioni della nostra giornata di sciopero. Questo piccolo comune rappresenta tutte le complessità, le difficoltà e le speranze dell’intero territorio della Sardegna Sud Occidentale che comprende il Medio Campidano e il Sulcis Iglesiente. Da un territorio che cerca di sopravvivere alla chiusura dei plessi scolastici parte la nostra protesta, legata alle richieste di valorizzazione del lavoro di docenti e Ata, sia dal punto di vista salariale e sia per dire basta al precariato. Da un territorio che vede ridurre il tempo scuola per mancanza di collaboratori scolastici, che vede gran parte del personale scolastico in servizio precario e nel quale è sempre più difficile assicurare l’inserimento di bambine e bambini con disabilità a causa dei ritardi delle commissioni mediche sulle certificazioni. Ma saper coniugare i diritti nei luoghi di lavoro con i diritti di cittadinanza, e il diritto allo studio è uno di questi, rappresenta l’essenza della Cgil. Per questo noi scioperiamo a Villanovafranca, Sud Sardegna, 1155 abitanti, 53 bambine e bambini” denunciava Silvia Messori. «Quello che sta succedendo nei piccoli centri è la dimostrazione che non si vuole rispondere alle esigenze del mondo dell’istruzione della Conoscenza ma in realtà alle esigenze della società. L’Europa ci chiede una società ad alto livello di conoscenza. L’alto livello di conoscenza si pratica con delle ricette semplicissime: il tempo lungo scuola, insegnanti di ruolo stabilizzati, che garantiscano continuità didattica una edilizia scolastica che risponda ai bisogni dell’utenza» ha dichiarato Laura Cincilloni, della segreria Flc Cgil Sardegna sud occidentale. Sulla stessa frequenza d’onda anche Matteo Castangia, sindaco di Villanovafranca, che nel corso del suo breve intervento ha sottolineato: «Il futuro delle nuove generazioni non può che partire dall’istruzione. Soltanto garantendo l’istruzione di qualità, si può garantire un futuro nei piccoli centri come il nostro». Sono seguiti gli interventi di Gianni Spiga e Caterina Cocco, della segreteria Flc Cgil Sardegna sud occidentale. [video width="848" height="478" mp4="https://www.lagazzettadelmediocampidano.com/gallery_images/normal/VIDEO-2024-10-31-10-43-32.mp4"][/video]

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