Villanovaforru, Francesco Mocci: da militare a sacerdote


di Simone Muscas
Lo scorso 29 novembre Francesco Mocci è stato ordinato parroco nella diocesi di Tempio Ampurias. Una storia, la sua, molto particolare visto che, per dieci anni, è stato un militare nell’esercito italiano come addetto al servizio EOD, il corpo specializzato a disinnescare gli esplosivi. La sua conversione mistica arriva dopo un meditato percorso di riflessione: «Ho preso questa decisione quando, nel 2009 in un confessionale ad Assisi, ho sentito la voce del Signore che mi chiedeva di intraprendere questa nuova missione di vita». Per il neo sacerdote, per quanto le due cose possano sembrare inconciliabili, il cuore e le armi sono andati sempre di pari passo: «È nelle missioni militari nel Medio Oriente che ho avuto la possibilità di vivere esperienze che mi hanno fatto riflettere sull’essenza della vita e su quanto questa fosse un vero dono di Dio». Francesco, tuttavia, non è nuovo a condividere le proprie emozioni con il prossimo: proprio diversi anni fa, all’epoca in cui indossava la divisa militare, organizzò una mostra fotografica delle missioni in Afghanistan per mostrare al pubblico le immagini di quei posti devastati dalla guerra, dalla misera e da una lotta senza quartiere fra le popolazioni locali. Guerra, sofferenza e povertà: tre elementi che hanno fatto breccia su di lui portandolo a rimettere in discussione le certezze di vita sin lì acquisite: «Nel 2009 ho dato le dimissioni dall'esercito» racconta don Francesco «È stata una scelta dettata dal cuore e sostenuta da tanti: dai miei familiari come dagli amici più cari e persino dai compagni dell'arma». Proprio uno dei suoi migliori amici, Marco Matta, anch’egli di Villanovaforru ed ex collega militare, non si risparmia quando c’è da elogiarne la sua bontà d’animo: «Non ci sono parole per descriverlo: Francesco è una persona squisita, umile, generosa, e con un gran bagaglio di esperienza di vita». Intanto, durante le sue prime esternazioni post ordinazione, il neo sacerdote ha tenuto a sottolineare un aspetto che ne ricalca appieno la sua conversione mistica: «Sono stato ordinato l’ultimo giorno dell'anno liturgico e ho celebrato la mia prima messa l’indomani quando si dava inizio all'Avvento: questo, personalmente, lo considero come uno spartiacque simbolico fra il passato e il presente». Non sono mancate, fra le cose, alcune considerazioni sulle sue origini: «Portò e porterò sempre nel cuore Villanovaforru: appena sarà possibile tornerò nel mio paese natio per celebrare lì una messa in modo da ringraziare tutti i miei compaesani e coloro che, soprattutto nei giorni successivi alla mia ordinazione, non mi hanno fatto mancare il loro affetto e la propria vicinanza». Una storia, quella di Francesco Mocci, tanto singolare quanto bella e carica di insegnamento morale: se infatti è possibile passare dall’essere artificieri per l’esercito a divulgatori della parola di Dio così come indossare una tuta verde militare per lasciarla in favore dell’abito talare, sarà altrettanto verosimile che per chiunque ci sarà sempre la possibilità e il tempo per provare a elevarsi o a riscattarsi. Don Francesco quella via l’ha trovata in Dio: una virtù che per i meno mistici chissà equivalga al non smettere mai di credere in sé stessi.

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