Nei giorni scorsi il sindaco ha scritto ai suoi compaesani un accorato post su facebook: " ho sentito in piazza e per le strade molto spaesamento. Credo abbia una radice precisa. Per la prima volta in vita nostra, vediamo che con un tratto di penna l’autorità può toglierci la libertà di andare dove vogliamo e fare quel vogliamo. A nessuno di noi era mai accaduto. È una sensazione che mal si adatta al nostro corpo e alla nostra mente", dice il sindaaco.
"Il bello è che non ci sono abbastanza poliziotti, barracelli o carabinieri per controllare il rispetto dell’ordine", prosegue il primo cittadino. "Tra un paio di giorni, quando si renderanno conto che le strade sono sgombre, uomini e donne si sentiranno sfidati a violare la consegna.
Potrà molto la paura, allora. La paura di contrarre una malattia dall’esito non scontato. Ma mi piacerebbe che a contare di più fosse un uso accorto della nostra libertà. Rispetto di noi stessi, di chi ci sta attorno, della salute comune. Buon senso. Impegno.
Insomma. In poche ore mille incontri, dubbi su dubbi, e tutte le risposte possibili, interpretando la legge e le emozioni. L’ho finita riassumendo per lettera decreti e ordinanze degli ultimi giorni, e ricordando ai miei compaesani che ad appena cento metri dal municipio si trova il villaggio nuragico di Pinn’e Maiolu. Stiamo su queste colline da almeno tremila anni. Siamo sopravvissuti a tutto. Non penso che basti un virus a destabilizzarci. Come sempre, niente può spossessarci del nostro destino".
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