Qualche tempo fa, in un’intervista per La Gazzetta del Medio Campidano, l’artista locale Efisio Plantas sottolineò come fra i suoi desideri vi fosse quello di terminare i bassorilievi della via Crucis dislocati nel paese e che, circa venti anni fa, insieme a un altro artista locale, Marco Cabras, aveva iniziato a realizzare e che con suo grande dispiacere mai aveva portato a termine. [caption id="attachment_53506" align="alignleft" width="400"]
Marco Cabras[/caption]
In quell’occasione lo scultore spiegò come a Villamar fossero presenti solo sei delle quattordici stazioni previste sottolineando come, vista la passione profusa per quelle realizzazioni, gli stesse particolarmente a cuore riprendere in un futuro quel progetto. Ebbene, appena qualche tempo fa, forse in virtù di quell’intervista, il parroco locale Ennio Matta, interessatosi alla questione, contattò entrambi gli autori di quelle opere proponendogli di ultimare le otto stazioni della via Crucis. Efisio Plantas e Marco Cabras, accettarono con entusiasmo l’idea e, qualche mese fa, hanno portate a termine il proprio lavoro.
«Ringrazio di cuore don Ennio», spiega Efiso Plantas, «perché è grazie al suo interessamento che Marco e io ci siamo rimessi in gioco su questi bassorilievi che, per la mia e sono sicuro anche per la sua passione per la scultura, hanno un significato molto particolare».
Al momento, tuttavia, i nuovi bassorilievi non sono ancora stati adagiati nelle stazioni mancanti della via Crucis. L’auspicio della comunità è naturalmente quello di poterle ammirare quanto prima visto che, oltre alla loro bellezza artistica, ciò rappresenterebbe la chiusura del cerchio di un percorso religioso che merita di essere portato a termine.
Sulla questione ha voluto dir la sua il sindaco Fernando Cuccu: «Come amministrazione comunale», ha spiegato il primo cittadino, «siamo aperti a collaborare perché le opere commissionate dal nostro parroco vengano posate nel paese. Contiamo di incontrarci insieme e discutere su quali possano essere i siti che meglio si prestano per posizionarle. Siamo in perfetta linea con l’idea di don Ennio Matta che, al di là del suo significato religioso, rappresenta senz’altro un’occasione per dare un ulteriore tocco artistico al nostro paese. Intanto, per restare in tema di sculture, teniamo al vaglio la possibilità di realizzarne delle nuove da posizionare in futuro agli ingressi del paese in modo venga messa in risalto l’anima artistica del paese, aspetto quest’ultimo sul quale stiamo lavorando e che vorremmo, negli anni, coltivare sempre di più».
© Riproduzione riservata