Villamar, palestra comunale: al via i nuovi lavori, ma per completarla serviranno ancora altri 500 mila euro


di Simone Muscas
Al via i nuovi lavori per il completamento della copertura della palestra. La chiamano l’eterna incompiuta visto che la sua costruzione, da quando nel secolo scorso (eravamo a fine anni ’90) venne posato il primo mattone per la sua realizzazione, è ancora in essere. Così il sindaco Fernando Cuccu: «Circa tre anni fa abbiamo proseguito l’opera avviata dalla precedente amministrazione per il completamento delle coperture, quella stessa copertura che a breve verrà realizzata: in quell’occasione, purtroppo, la divergenza di vedute fra l’impresa costruttrice e i progettisti bloccò il proseguo dei lavori». Questi i piani del sindaco: «Con una cifra di circa 220 mila euro, risorse non utilizzate tre anni fa e che ora stiamo rimettendo in gioco, le opere prenderanno avvio». Una storia, quella della palestra, piuttosto travagliata: le cinque diverse amministrazioni comunali che in questi oltre venti anni si sono succedute non sono infatti riuscite a trovare la quadra collezionando, legislatura dopo legislatura, più fallimenti che non successi. L’idea e gli intenti iniziali erano però più che buoni: l’unica palestra presente nel paese, quella delle scuole medie, era infatti troppo piccola per far fronte alle troppe richieste di utilizzo delle tante società sportive locali che in quegli anni proliferavano. [caption id="attachment_78918" align="alignleft" width="292"] Fernando Cuccu[/caption] I vent’anni e passa trascorsi iniziati con l’amministrazione guidata da Giulio Matzeu, poi proseguiti con quella capeggiata da Lino Melis, quindi con il decennio di Piersandro Scano e infine con l’attuale maggioranza di Fernando Cuccu, si sono rivelati alla conta dei fatti un lungo calvario costellato da intoppi burocratici, appalti andati di male in peggio e risorse comunali sempre più esigue per via, soprattutto, dei vincoli del patto di stabilità. Una situazione assurda che però, paradossalmente, è più figlia di imprevisti di natura burocratica ed economica che non di incapacità da parte degli amministratori che si sono avvicendati nel tempo. Fra le anomalie, per esempio, vi è quella contingente: «Perché» alcuni si chiedono «si è deciso di costruire un tetto solo ora dopo che la struttura è già tinteggiata e in gran parte rifinita soprattutto nella parte interna? Giampiero Mereu, ex assessore che ha seguito la vicenda durante il suo mandato, spiega a tal proposito: «Nel 2014 ci trovammo a dover scegliere se ricevere un finanziamento dalla Regione o invece perderlo: in quegli anni, a causa del patto di stabilità, la capacità di spesa per gli Enti locali era ai minimi storici e le opere su quell’edificio dovevano però andare avanti. Poiché le risorse regionali non sarebbero state sufficienti per completare la copertura prendemmo una decisione ai limiti dell’impopolarità: decidemmo di rifinire l’edificio per poi attendere futuri finanziamenti per realizzare il tetto. C’erano in ballo ben 400 mila euro: era un’occasione che non si poteva perdere, una sorta di “prendere o lasciare”. Ciò che è accaduto dopo riguarda l’attuale amministrazione la quale, come accadde durante la mia legislatura, immagino si sia dovuta districare fra non poche criticità». Nonostante tutto l’odissea non pare prossima a dirsi conclusa: dopo il termine di queste opere l’edificio non sarà infatti ancora pronto a essere reso fruibile: all’appello manca un altro mezzo milione di euro. «Queste risorse» spiega Fernando Cuccu «dovremo essere bravi a reperirle attraverso qualche bando pubblico». In soldoni questo è quindi lo scenario al momento più probabile: per gli sportivi locali l’utilizzo dell’impianto rimane una chimera. Salvo miracoli ci sarà infatti da attendere ancora degli anni perché si arrivi al tanto sospirato taglio del nastro inaugurale.

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