di Fulvio Tocco Una delle più belle poesie che ho letto di recente non è né di Giuseppe Ungaretti, né di Eugenio Montale, né di Umberto Saba, tra i più grandi del Novecento italiano o di Alda Merini la Poetessa dalla voce unica, che ha raccontato il dolore e l'amore con una forza straordinaria. Ma di un ex insegnate di Villamar. Si chiama Maria Rosaria Pitzalis che spesso è stata coinvolta in attività educative e culturali della sua comunità. Il contenuto del testo genera riflessioni e emozioni che ci spingono a cercare il significato. Scoprire talenti poetici meno noti ma altrettanto profondi e che abitano nei piccoli comuni rurali che si stanno spopolando per me è un piacere immenso! Maria Rosaria Pitzalis sembra avere una sensibilità unica nel raccontare emozioni e momenti di vita vissuti attraverso l’arte poetica. Fortuitamente ho letto una sua poesia e non sono rimasto indifferente perché evoca sentimenti profondi. Maria Rosaria l’ha dedicata a sua figlia e a sua sorella e vi consiglio di leggerla. Vi accorgerete che la poesia non appartiene solo ai libri e ai nomi consacrati dalla storia: spesso vive tra noi, nei nostri territori e nelle nostre sempre più silenziose campagne che rimangono inspiegabilmente non curate a dovere. A volte, le persone che conosciamo posseggono un’anima capace di trasformare il mondo in poesia, ma noi, distratti dalla frenesia del nostro tempo, spesso, non ce ne accorgiamo. Anche in una giornata particolare, sferzata dal vento fastidioso, c'è qualcosa di magico nel trovare poesia nei dettagli della vita quotidiana. Le parole, ha dimostrato Maria Rosaria, hanno un potere straordinario: possono dare colore a ciò che sembra grigio, e persino trovare armonia nel caos di una giornata movimentata. Forse basterebbe ascoltare meglio, osservare con più attenzione le persone che conosciamo, per scoprire che la bellezza delle parole è ovunque e oggi leggendo “A mia figlia, a mia sorella” ne ho avuto la conferma! Le poetesse che intrecciano le loro parole con il loro vissuto e di coloro che hanno avuto al loro fianco sono qualcosa di straordinario: un ponte tra passato e presente, un'eco della nostra identità. La poesia, quella che nasce dalle esperienze, dai legami, dagli affetti, ha una forza unica. È come se ogni verso custodisse una storia che ci collega a chi siamo e a chi è stata al nostro fianco. Ecco il testo di Maria Rosaria Pitzalis: A MIA FIGLIA, A MIA SORELLA Il ciclo senza tempo delle stagioni fa rivivere una marea di emozioni mai sopite, intrecciate eternamente lungo il filo che si snoda tra passato e presente. Rivivono nel mio silenzio, amato frammento della mia solitudine, affidate al vento, che con la sua vigorosa baldanza le diffonde nel mondo, come seme di speranza e come base del nostro destino. Con la mente ricalco le orme del vostro cammino e vi rivedo intessute nelle trame del cielo, che a me pare lo spettacolo più bello, regalato da Dio all'umanità, trapuntato di stelle quando muoiono le luci del giorno, mentre la luna fa da contorno alla fantasia dei miei sogni. Arriva l'aurora e con essa il divino pittore manifesta ancora la sua ineffabile grandezza, dipingendo nel cielo la sublime bellezza del sole, le nuvole e il loro lento vagare, e il vento intento a disegnare ricami sulla polvere e a intrecciare le foglie ingiallite in vorticoso turbinio. Anche i ricordi sono una grazia di Dio, e come la pioggia ristora i campi assetati, da tempo aridi e tormentati, essi mantengono vivi i giardini del cuore, nei quali ogni nuovo germoglio è come un atto d'amore, rinascita di una vita, più ampia di quella già vissuta, un ritorno al centro dell'anima e alla compiuta presa di coscienza della grande illusione della realtà terrena, effimera e ingannevole dimensione. Maria .Rosaria Pitzalis
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