Villacidro, salviamo il lavatoio


di Gian Paolo Marcialis
  A Villacidro esiste un monumento, il Lavatoio pubblico, da sempre oggetto della visita dei turisti che immancabilmente immortalano nelle loro fotocamere le strutture di questo monumento in stile liberty. La data di nascita di questo monumento risale al 1893. Nella scritta lasciata a ricordare l’anno di nascita si è incorsi in un errore: infatti, come si evince dalla foto, la data riportata andrebbe scritta così: MDCCCXCIII perché nella numerazione romana non si poteva ripetere la stessa cifra più di tre volte. Il monumento resta tuttavia una pregevole testimonianza dell’arte monumentale a Villacidro anche se dopo 132 anni di vita soffre oggi di numerose manchevolezze che ne riducono drasticamente il valore a detrimento dell’interesse dei visitatori. L’intera struttura risente sia di danni dovuti al tempo, sia di quelli dovuti alla mano dell’uomo. La ruggine sta pian piano ricoprendo l’intera struttura e renderebbe urgente un’opera di salvaguardia e recupero. Sono misteriosamente spariti i tubi di scolo dell’acqua piovana. Da poco ho letto un libro di Roberto Lepori, "Cagliari Narcos", dove viene presentato il quadro malavitoso della Sardegna con particolare riferimento a Cagliari e in generale a tutta la provincia, Villacidro compresa. Mi ha molto colpito il passaggio che descrive l’attività ladresca svolta dagli zingari che effettuavano una sistematica attività di rapina di tubi di rame in diversi comuni della provincia di Cagliari. Stiamo parlando degli anni ’80-’90 del Novecento. Da allora il Lavatoio è privo dei tubi di scolo e l’acqua penetra ormai dentro la struttura dai fori lasciati aperti. Il Lavatoio era un insieme di vasche dove le donne si recavano a lavare i panni. Ogni vasca era munita di un rubinetto che forniva l’acqua. Ebbene, oggi non esiste più neppure un rubinetto: tutti trafugati dai soliti ignoti… Un altro grave fenomeno è quello dovuto alla rimozione e conseguente danneggiamento di strutture di basalto divelte e frantumate. Senza contare le scritte e i graffiti sparsi su pilastri, muri e vasche. Per farla breve riteniamo urgentissimo un intervento di recupero e salvaguardia dell’intera struttura prima che la decadenza continui per arrivare all’inevitabile perdita di uno dei pochi monumenti che esistono a Villacidro.

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