Avanti a piccoli passi e senza grande clamore. È questa la filosofia del ciclista villacidrese Fabio Aru che è tornato in gara con la Vuelta in Spagna e ora si prepara al Tour de France, ma prima ancora al campionato italiano: «So bene di dovere crescere ulteriormente. Senza stress. «Devo stare con i piedi per terra, vengo da anni di burrasca», ha dichiarato in una intervista al quotidiano La Gazzetta dello Sport, «e in casi del genere anche quando ci sono poche gocce d’acqua la cautela è massima. Io non devo fare proclami, che non mi sono peraltro mai piaciuti, ma lavorare e progredire. Il contratto non mi condiziona, non ci penso al futuro, ci sarà tempo per farlo». Fabio Aru ricorda il difficile momento che si sta vivendo e l’emergenza legata al Covid-19: «È difficile tenere lontana dalla mente la preoccupazione per l’evoluzione della pandemia. Naturalmente, in gruppo ne parliamo tra di noi. E non si sa come sarà il domani. Si vive nell’incertezza. In tanti Paesi i contagi stanno risalendo e so che anche i Mondiali in Svizzera sono a rischio. È stato importantissimo ripartire con le gare, ora non ci può essere altro auspicio se non quello di riuscire a continuare». Dopo la ripartenza incoraggiante con la Vuelta, Fabio Aru non ha brillato nel giro di Lombardia, ma tantissimi tifosi sono pronti a sostenere questo campione e per tutti la speranza è di rivederlo nuovamente competitivo ai livelli di alcuni anni fa. Lo scalatore di Villacidro cercherà di stupirci ancora una volta.
© Riproduzione riservata