Villacidro, la denuncia dell’allevatore Salvatore Piras: “i cani randagi stanno uccidendo il mio gregge”


di Gian Luigi Pittau

Da anni vive nel terrore più assoluto e di recente per l’ennesima volta un branco formato da almeno venti cani randagi ha aggredito il gregge di pecore di Salvatore Piras, 47 anni, a San Gavino in località “Figu Niedda” e a farne le spese sono stati cinque agnelle pronte a svezzare e quattro sono state uccise. «Due sono state sbranate - racconta l’allevatore - mentre le altre due sono morte subito dopo in seguito alle ferite riportate. Sono riuscito a salvare altre dieci pecore che per la paura si sono buttate nel vicino “Rio Seddanus” che in questo periodo in piena. Vivo quest’incubo da oltre dodici anni e, nonostante le tantissime segnalazioni fatte ai Comuni di San Gavino Monreale e di Villacidro e alle forze dell’ordine, nel concreto non è stato fatto niente per arginare il fenomeno del randagismo. Una situazione assurda che va ora degenerando perché i cani si nascondono nei vicini boschi di eucaliptus e agiscono anche in pieno giorno». I randagi si cibano dei rifiuti che stanno nell’immondezzaio della zona industriale “Cannamenda” di Villacidro che dista circa un chilometro e aggrediscono le pecore senza paura: «Gli attacchi dei randagi non sono dei casi isolati - aggiunge Salvatore Piras -  e si sono verificate anche in altri allevamenti che si trovano a San Gavino, a Villacidro ma anche a Sanluri Stato. I miei due cani non possono fronteggiare questo branco e uno di loro alcuni mesi fa è stato ferito mentre cercava di difendere il mio gregge di mille pecore. Ormai sono disperato e anche la notte rimango in campagna ma non riesco a prendere sonno per la paura che il mio gregge possa essere aggredito. Chiedo alle istituzioni e alle forze dell’ordine un intervento che possa mettere fine a questa situazione. Faccio l’allevatore da quando avevo quattordici anni e ora mi sento abbandonato da tutti ed è per me impossibile recintare cento ettari di terreno anche perché le reti vengono rotte dai cacciatori». «Alcuni anni fa - conclude Salvatore Piras - mi sono stati uccisi più di 60 agnelli. I danni si manifestano anche con il calo della produzione di latte perché le pecore hanno paura e vivono nel costante terrore di essere sbranate.  Alcuni mesi fa ho anche soccorso una persona che si era persa in campagna e che sarebbe stata in pericolo se avesse incontrato i cani randagi. Adesso ci sono in giro una ventina di cani randagi di grossa taglia che aggrediscono pure le persone. Se continua così sarò costretto a chiudere l’azienda: non posso andare avanti in questo modo».    

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