Villacidro, con il ciclocross Fabio Aru ha ritrovato il sorriso


di Renato Sechi

Fabio Aru ha ritrovato la grinta e la voglia di correre dopo un lungo periodo travagliato. Lo scalatore di Villacidro ha rivelato le sue sensazioni con il ritorno al ciclocross, che gli ha permesso di trovare nuovo entusiasmo e di ripartire da zero tra gioia di pedalare e fango. L’entusiasmo è forte con la nuova maglia della Qhubeka Assos, la formazione sudamericana che ha avuto fiducia in lui: «Ho ritrovato proprio quel piacere di andare a correre - ha esordito il cavaliere dei quattro mori - tra vari problemi fisici e cose varie, ti vengono tanti dubbi su te stesso. Il ciclocross mi sta aiutando e mi ha aiutato anche a ritrovare più fiducia nei miei mezzi e in me stesso e a salire sulla bici e sorridere, perché alla fine se sali sulla bici e non sorridi diventa quasi un calvario, com’era diventato, invece adesso è un piacere». Per Fabio Aru rimettersi in gioco no sarà facile dopo un avvio di carriere che lo aveva visto vincere la Vuelta in Spagna e arrivare sul podio al Giro d’Italia ad appena 25 anni di età. Per gareggiare con in ciclocross il ciclista di Villacidro si è comprato le biciclette: «Ma non perché non me le dessero, - spiega -  ho letto cose in merito che sono più gossip che altro, con Ernesto il rapporto è ottimo e anche con la BMC. Il problema è che le tempistiche erano veramente ristrette. La decisione di fare il ciclocross è stata il 18 dicembre, le avrei avute per gennaio, invece attraverso altri canali sono riuscito ad averle prima e a poter correre già il 27 dicembre». Lo corridore sardo ha spiegato che questo ritorno è nato anche da quella conclusione traumatica della stagione su strada, con il ritiro dal Tour de France e le tante polemiche generate da quell’episodio. «Ripartire dal Tour - spiega Fabio Aru -  direttamente con la stagione su strada sarebbe stato un po’ traumatico, il Tour era finito veramente male».

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