Venticinque anni di teatro a San Gavino


di Marcello Atzeni
Il 1994 è lontano. Esattamente un quarto di secolo: venticinque anni. Tanti ne sono passati dall’inaugurazione del Teatro comunale di San Gavino. E molti artisti di gran calibro hanno calcato il palcoscenico del centro campidanese. L’inizio fu roboante. A gennaio il Cedac propose nel suo cartellone “l berretto a sonagli” di Pirandello. [caption id="attachment_59113" align="alignleft" width="499"] Paola Borboni (foto Toto Casu)[/caption] In scena? Paola Borboni. Figura storica, monumento, che dopo poco più di un anno avrebbe abbandonato questa terra. La Borboni, quasi 94enne, venne intervistata da Maria Paola Masala, la prima giornalista professionista sarda. Che scrisse su L’Unione: “Seduta nel piccolo camerino del nuovo teatro di San Gavino, non si era accorta che il rossetto rosso fiamma le aveva sbavato le lunghe orecchie da vecchia”. Ma che gran vecchia! “Sa che ci faccio per ammorbidirla?  Ci sputo sopra”, aveva detto riferendosi alla matita nera del trucco. Eppoi, tra tante chiacchiere, una spruzzata di acido solforico sui maschietti, “Gli uomini vogliono sentire odore di carne buona, bisogna aver pazienza, hanno ragione loro". La nascita del teatro sangavinese colmò un vuoto importante. Prima di allora per assistere a spettacoli di un certo livello bisognava spostarsi: Cagliari oppure Oristano. San Gavino, raccoglieva tutti gli amanti del teatro, non solo del paese, ma di tutto il circondario. Allargato. Sanluri, Sardara, Villacidro, Guspini, ma anche Vallermosa, Siliqua ecc. Il Cedac, certo. Ma anche il Circuito pubblico per lo spettacolo portò artisti di livello nella struttura di via Dante, che in venticinque anni anche rassegne di teatro in lingua sarda. Impossibile ricordare le date e anche i nomi degli spettacoli. Bisognerebbe avere una scatola cranica come un computer della Nasa. Dario Vergassola, fece il pienone. Lanciato dal Maurizio Costanzo show, ma prima del sodalizio artistico con Serena Dandini, indispettì tanta gente. Per il semplice motivo che i posti a sedere sarebbero dovuti essere almeno il triplo. Aldo, Giovanni e Giacomo, con la presenza di Marina Massironi (che fu la moglie di Giacomo Poretti), riuscirono a far ridere, maggio del 1995, gli spettatori con i loro sketch collaudati a “Mai dire gol”. Nico e i suoi fratelli: improbabili sardi. I bulgari, ipotetici circensi. La terna arbitrale che poteva esistere solo un palco. Ma quanti artisti sono arrivati? Gianfranco D’ Angelo, un’icona del “Drive in” e spalla (e viceversa di Ezio Greggio). Maurizio Micheli, uomo di cinema, radio, teatro e televisione. La Banda Osiris, che giocava con musica e parole. Passando per Athina Cenci, prese parte a una rassegna al femminile e ironizzò sulla struttura, in una notte bastonata dalla pioggia e dal maestrale. Nathalie Caldonazzo? Sì, l’attrice romana, ultimo amore di Massimo Troisi, che andò via nel sonno, ebbe diverse cose da raccontare sulla loro relazione. Qui, per ragioni di spazio, esistono anche nel web, si fermano i ricordi. Si tratta di un’anticipazione di quello che i curiosi potranno leggere nella versione cartacea de La Gazzetta del Medio Campidano. Ancora qualche giorno e sarà in edicola. Un salto indietro nel tempo, merita che i ricordi debbano essere scritti sulla carta.

© Riproduzione riservata