“Quando Ignazio, come rappresentante della Fondazione “La Via della Felicità”, mi ha proposto di fare questo programma educativo con i ragazzi, ha dichiarato il Direttore Dott. Paolo Laudicina, ero molto perplesso. Non è facile introdurre qualcosa di nuovo in un meccanismo già collaudato, il pericolo era che i ragazzi non avrebbero accettato questa novità. La vedevo come una sfida. Nonostante le normali reticenze e diffidenze iniziali da parte di alcuni, continua il direttore, sin dai primi incontri la comunicazione tra i ragazzi e Ignazio è cresciuta creando quell’ambiente giusto per far crescere la partecipazione al dibattito sui temi etici trattati nel libretto. Ora possiamo affermare che questa sfida l’abbiamo vinta”.
Gli educatori Monica, Giuliano e Giorgia hanno sottolineato il fatto che i 21 precetti contenuti in questo libro e la discussione sugli stessi, ha messo i ragazzi di fronte a molte scelte della loro vita e grazie alle riflessioni fatte, hanno potuto capire meglio cosa li abbia portati a sbagliare. In particolare Monica ha voluto sottolineare “come anche coloro che in un primo momento erano scettici o addirittura contrari al programma, piano piano si siano ricreduti fino ad essere tra i più disponibili a collaborare nella realizzazione della piazza/giardino che oggi stiamo inaugurando”.
Al termine della breve cerimonia ognuno dei partecipanti ha ricevuto il suo attestato di partecipazione affinché i successi avuti in questo percorso educativo restino come pietra miliare nel loro cammino verso il cambiamento e la creazione di una vita nuova.
Di grande rilievo il fatto che il nome della piazza “La Via della Felicità” sia scaturito da una proposta degli stessi ragazzi e, per dare maggior risalto e valore al percorso svolto, hanno scelto una frase tratta dal libro e voluto che la stessa fosse scritta sia nel cartello di benvenuto che su un intaglio in legno, a forma di libro, eseguita da uno dei ragazzi.
“Non esiste persona viva che non possa dar vita a un nuovo inizio” sono le parole che padroneggiano l’ingresso della nuova piazza ed esprimono il senso profondo di rinascita e di speranza che anima l’impegno di questi ragazzi che non intendono mollare e, nonostante le difficoltà, vogliono riprendere in mano le redini della loro vita.
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