Dopo il successo, enorme, con “Binario morto”, il regista sassarese Antonio Maciocco, torna sul grande schermo e lo fa ancora con un corto, “Ursus”, la storia di un pescatore algherese. Pescatore per passione, a dire il vero, perché il protagonista, classe 1955, è stato il custode di un famoso campeggio di Alghero. “Ursus” è il nome d’arte di Salvatore Solinas, che pesca da riva con il rezzaglio e nella sua rete finiscono salpe, sparlotte e altri pesci. Il corto scritto, diretto e montato da Antonio Maciocco, ha un unico protagonista, Ursus, appunto, che racconta, esclusivamente in catalano, come ha iniziato, fin da dodici anni, la sua, seconda, attività. E oggi, che è prossimo ai settant’anni, continua a lanciare il rezzaglio e a prendere pesci. “Ursus”, realizzato in collaborazione con la Cineteca sarda, è uno dei lavori vincitori di “Kentzeboghes” edizione del 2023, ed è stato recentemente presentato al Cine teatro “Adriano” di Cagliari.
Antonio Maciocco è sassarese ma abita a Osilo, il paese di sua moglie Sara Perantoni, che collabora con lui e, in certi casi, è anche dentro ai suoi film, vedi appunto “Binario morto”, dove recita assieme a Valentino Mannias (straordinario giovane attore di Serramanna) e a Franco Fais, Monsieur Bubè, artista a tutto tondo, di Bonarcado. Ma lì si trattava di finzione, stavolta nessuna invenzione.
Maciocco si butta sul documentario. La camera da presa inquadra vie, bastioni, scogliere, viandanti, il mare e i loro abitanti.
E ancora una volta traspare lo spirito naturalistico e ambientalista. Certo, sentire Ursus, che oggi, nella riviera del corallo, molte specie marine sono ridotte ai minimi termini, incupisce.
E non è stato di certo lui, lanciatore di reti, a depauperare l’ambiente marino. Gli indici, quattro, due di Maciocco e due di Ursus, sono fucili puntati contro il progresso, il malcostume, la scarsa propensione degli umani a preservare l’ambiente.
D’altronde, lo sappiamo, siamo feroci consumatori di persone, animali, anime e ambienti: terrestre, marino, fluviale, lacustre e atmosferico.
La poesia catalana del regista, però, non è poi così triste, viste le riprese, ricche di luce, odori e sapori, che dallo schermo arrivano fino alla battigia del nostro giardino.
Riscoprire la meraviglia della natura non è mai troppo tardi.
“Dopo la prima cagliaritana - afferma Antonio Maciocco - Ursus andrà un po’ in giro. Ci saranno altre proiezioni, un po’ qua e un po’ là, ad Alghero, in primis”.
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