Intorno al 2007 debutta sul canale TV Qoob la serie animata Urban Jungle, dove l’autore Hermes Mangialardo analizza, descrive e racconta in maniera divertente e caustica gli elementi di spicco di quella che viene definita come “fauna urbana”, tra metallari, discotecari, punk e altri personaggi che vediamo passarci a fianco ogni giorno. Ben 13 anni dopo, il cagliaritano Michele The Sea, al secolo Michele Dessì, affronta, con le dovute differenze e tanta originalità, un tema simile, con il fumetto d’esordio Urban Safari. «L'ispirazione è fondamentale e Urban Safari nasce anche grazie ad altre opere e autori che mi hanno colpito e da cui ho appreso qualcosa. Ma, aldilà dei contributi esterni, il mio fumetto ha una matrice tutta sua, legata al voler raccontare storie normalissime tramite metafore e ambientazioni fiabesche. Un po’ come faceva Fabrizio De André nelle sue canzoni. Lo so, ci sono andato un po' pesante con i modelli di riferimento».
Ma prima di Urban Safari, della carta e dell’inchiostro, c’è la passione, tanto forte da affondare le radici nell’infanzia dell’autore.
«Come la maggior parte delle persone ho conosciuto i fumetti da bambino. Per lo più si trattava di letture casuali, che spaziavano tra Topolino, Skorpio e Lanciostory. Ammetto che gli ultimi due esempi non erano proprio adatti alla mia età, ma sono stati necessari per darmi una visuale più completa della Nona Arte. Da lì a poco sono arrivati i primi esperimenti su quaderni e libri scolastici, fino a progetti un po' più strutturati durante gli anni delle superiori».
E dopo questi test preliminari, nel 2020, Michele pubblica la sua opera in maniera autonoma, dedicandosi in prima persona ai testi, alle illustrazioni, al lettering e all’impaginazione. Un lavoro in cui il lettore farà la conoscenza del defunto cane Rusty che, preoccupato per il suo padrone, torna dall’aldilà in modo da aiutarlo nel combattere la propria sociopatia e le mille difficoltà nel relazionarsi con il prossimo. Questo strambo duo si muoverà in una Cagliari ben riconoscibile anche al lettore meno attento, tra luoghi simbolo della città come il bastione di Saint Remy o le viuzze della Marina.
«Cagliari racchiude in sé leggende e misteri. Molti luoghi hanno ispirato alcune scene che sono poi state introdotte nel fumetto. I personaggi incontrati a Cagliari, invece, hanno contribuito alla genesi di quelli che compaiono nel volume».
Un tour che ha, però, anche un altro scopo, necessario e impellente: quello di veicolare il pensiero dell’artista, tra allegorie e soggetti grotteschi ed eccentrici, deformati dai loro modi di essere, i vizi o dall’atteggiamento rispetto alla vita e al prossimo.
«Urban Safari nasce da una gran voglia di esprimere il mio parere sulla società moderna - conclude Michele - senza che nessuno mi interrompesse. Forse è una mia mancanza, ma a parole riesco con difficoltà a spiegare ciò che ho in testa. Così, con l'aiuto delle immagini, sono riuscito in maniera diretta a rappresentare e far capire come vedo una persona, una situazione».
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